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Bonus pubblicità, al via le richieste dal 1 ottobre. Cosa è e come funziona

Il Decreto Sostegni Bis ha apportato tutta una serie di novità in questo 2021. Tra questi spicca il Bonus Pubblicità, disponibile fino al 2022, concesso nella misura del 50% dell’intera spesa sostenuta per investimenti pubblicitari su giornali, quotidiani, periodici, emittenti televisive e radiofoniche

Bonus pubblicità
Bonus pubblicità

Bonus pubblicità, cosa c’è da sapere

In questa seconda metà di 2021 sarà disponibile la domanda per il Bonus pubblicità nel mese di ottobre, con un credito di imposta al 50% sugli investimenti, si diceva, in stampa cartacea o digitale, radiofonica o televisiva. Le comunicazioni saranno inviabili dal 1 al 31 ottobre 2021, direttamente al Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri tramite una funzione apposita dell’Agenzia delle Entrate.

Rimangono in corso di validità le richieste già inviate a marzo scorso. Chi sono i beneficiari? Tutte le imprese e i lavoratori autonomi o enti non commerciali, oggi anche senza requisito della spesa incrementale. Restano validi gli investimenti in stampa cartacea o digitale, per tutte le testate registrate in tribunali competenti o il ROC dotate di direttore responsabile.

Si tratta di un bonus che va nella stessa direzione di altri, premiando la fedeltà e la fidelizzazione. Anche nel mondo dei casinò online esistono dei bonus similari: si tratta dei bonus senza deposito, che danno la possibilità di sfruttare una serie di giri gratuiti senza depositare denaro. Altri settori che sfruttano questa tipologia di bonus sono quelli dell’edilizia e dell’elettronica: il 2020 è stato l’anno di rilancio per questi due settori, relativamente ai restauri di abitazioni e all’erogazione di dispositivi tecnologici.

Solo per il biennio 2021-2022 sono consentiti anche gli investimenti sulle emittenti radio-televisive nazionali non partecipate dallo Stato. Sono escluse le spese nell’ambito della programmazione o dei palinsesti, quelle relative a giochi o scommesse con vincite in denaro, messaggeria vocale o chat-line, le spese accessorie e di intermediazione.

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