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Draghi: verso l’obbligo di vaccinazione e sì a terza dose

Il punto del presidente del Consiglio Draghi sui vaccini: “Entro fine settembre si raggiungerà l’obiettivo dell’80% di immunizzati“. E rassicura: “Il 91,5% degli insegnanti ha ricevuto almeno una dose di vaccino

Mario Draghi

Sì all’obbligo vaccinale e anche alla terza dose: lo dice Mario Draghi in conferenza stampa, dopo il flop delle proteste di No Vax e No Green Pass convocate nelle stazioni ferroviarie italiane. Il presidente del Consiglio annuncia: “L’orientamento è quello di estendere l’utilizzo del Green Pass, la direzione è questa“. Quanto alla posizione della Lega contraria all’obbligo del Green Pass il presidente del Consiglio ha ribadito:” nella maggioranza auspico una maggiore convergenza, il governo va avanti“.

Vaccino anti-Covid: terza dose e obbligo vaccinale

Il presidente del Consiglio, alla richiesta se si arriverà o meno all’obbligo vaccinale e alla terza dose, ha risposto “sì ad entrambe le domande“. Lo ha detto dopo aver annunciato l’intenzione di estendere l’utilizzo del Green Pass. A tal proposito, “faremo una cabina di regia per decidere esattamente quali sono i settori“. Il premier si è anche soffermato sulle aggressioni avvenute nei giorni scorsi contro giornalisti e medici: “Voglio esprimere solidarietà piena a tutti coloro che sono stati oggetto di violenza da parte dei No Vax, una violenza particolarmente odiosa e vigliacca quando fatta nei confronti di chi fa informazione e di chi è in prima linea a combattere la pandemia“. Per quanto riguarda la campagna vaccinale, il presidente del Consiglio si dice “abbastanza fiducioso che si possa raggiungere l’obiettivo dell’80% per fine settembre“.

Sul capitolo istruzione: “La scuola in presenza è sempre stata una priorità“, sottolinea il premier. E assicura: “Il 91,5% degli insegnanti ha ricevuto almeno una dose di vaccino“. Anche nelle Università ci sarà l’obbligo di Green Pass come scrivevamo in questo articolo sull’ateneo Patavino.

La Lega No Green Pass e le tensioni in maggioranza

Io cerco di non fare distinzioni nei partiti, perché poi ogni partito ha 4 o 5 anime. La Lega ha un capo che è Salvini e basta“, ha detto il premier a seguito di una domanda sul voto contrario di Borghi in commissione. Sugli screzi verificatisi all’interno della maggioranza di parlamento, invece, “il chiarimento politico lo fanno le forze politiche“, auspicando però “una convergenza e una stagione di disciplina. Il governo va avanti“. Il presidente del Consiglio rassicura anche la ministra dell’interno Luciana Lamorgese, nei giorni scorsi attaccata dalla Lega su immigrazione e ordine pubblico. “Secondo me Lamorgese ha lavorato molto bene. I numeri di quest’anno – riferendosi agli sbarchi – non sono spaventosi, ci sono stati anni molto peggiori“. Draghi ha anche auspicato un chiarimento tra il leader della Lega e la ministra: “Dovrebbe essere un chiarimento interessante. Salvini così potrà dire se ciò che non va è raffrontabile a quattro, cinque anni fa. Se la Lamorgese vorrà, si farà volentieri“.

Lo scontro Pd-Lega sul Green Pass

La Lega, con Claudio Borghi, ha votato in commissione con FdI e ex M5S per cancellare l’obbligo di Green Pass nel decreto di fine luglio. Dalla Festa dell’Unità di Bologna, si è fatto sentire Enrico Letta: “Stigmatizzo quel voto, una scelta che pone la Lega fuori della maggioranza. Chiedo un chiarimento politico. La situazione è intollerabile. Tutti devono essere responsabili“, l’attacco del segretario dem. “È Letta fuori dal mondo!’, ha replicato la Lega, che ha smentito la telefonata fra il presidente del Consiglio e Salvini per commentare il voto sul Green pass. “Pd e M5S ragionano come se al governo ci fosse ancora Conte, ma per fortuna c’è Draghi. Se lo Stato impone il Green pass, garantisca anche tamponi rapidi e gratuiti per tutti”, ha contrattaccato invece Salvini.

Riforme del Fisco e politiche del lavoro

Come sapete l’economia continua a crescere anche molto più delle aspettative, basta vedere le cifre previste dal ministero delle Finanze a marzo, questo ci dà incoraggiamento e anche il mercato del lavoro va bene“, ha detto Draghi, “Nelle prossime settimane c’è un’agenda fitta. Verranno presentate le riforme del fisco e della concorrenza. Affronteremo il tema delle politiche attive del lavoro. Il governo deve avere una visione industriale che permetta di riallocare ed addestrare i lavoratori” sulle quali spalle dipende il futuro delle imprese ma che non hanno ancora una sicurezza in termini lavorativi e di contratto. Sulla norma contro le delocalizzazioni, sul tavolo del ministero del Lavoro, Draghi ha detto: “Ci stiamo lavorando da parecchio anche in estate, ci sono varie posizioni. È una norma complessa perché deve essere efficace e realistica, ci stiamo lavorando“, ha risposto.

 

Enrico Caccin

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