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Green pass obbligatorio per tutti i lavoratori dal 15 ottobre

Green Pass obbligatorio e tamponi a prezzi calmierati. Stop stipendio dopo 5 giorni. Il costo dei tamponi sarà di 8 euro per i minorenni, 15 euro per i maggiorenni. Test gratis solo per chi è esentato dal vaccino con certificazione medica.

Dovebbe entrare in vigore il 15 ottobre il decreto per l’estensione dell’obbligo di Green Pass ai lavoratori del settore pubblico e privato. La data è stata definita dal Consiglio dei Ministri di oggi. 

Il decreto estende l’obbligo di green pass in tutti i luoghi di lavoro: dagli uffici alle fabbriche, fino agli studi professionali). In caso di mancanze è previsto lo stop allo stipendio dopo 5 giorni e sanzioni per chi entra al lavoro senza la certificazione verde, eludendo i controlli. A quanto si apprende, pare che il decreto debba comprendere tutti i lavoratori, nessuno escluso. Quindi anche partite Iva e lavoratori che offrono servizi occasionali, come idraulici ed elettricisti. Nonché per chi opera nelle associazioni di volontoriato.

Tamponi a prezzo calmierato, i sindacati chiedevano la gratuità

Quanto ai tamponi per ottenere la certificazione verde, saranno a carico dei lavoratori ma le farmacie dovranno praticare prezzi calmierati per i tamponi. Il costo fino al 31 dicembre sarà di 8 euro per i minorenni, 15 euro per i maggiorenni. Non è stata accolta la richiesta dei sindacati di tamponi gratis per tutte le persone che lavorano. Azzerare il costo secondo il governo potrebbe annullare l’incentivo alla vaccinazione costituito dal green pass. Tamponi gratis solo per chi è esentato dalla vaccinazione con apposita certificazione medica.

Le sanzioni per chi è senza green pass: dalla sospensione dello stipendio alle multe

I dipendenti che si presenteranno a lavoro sprovvisti di green pass figureranno come assenti ingiustificati. Dopo 5 giorni senza green pass lo stipendio viene sospeso. È l’orientamento emerso al termine della cabina di regia del governo. La sanzione, sul modello adottato per la scuola, varrà sia per il pubblico che per il privato.

Per chi cerca di aggirare i controlli potrebbero scattare, stando alle indicazioni fornite dal governo nell’incontro con Regioni, Province e Comuni che ha preceduto il Cdm, sanzioni pecuniarie da 600 a 1500 euro. Ma dovrebbe restare il divieto di licenziare, recependo così una preoccupazione sindacale.

La responsabilità del controllo al datore lavoro.

Con il nuovo decreto Green pass scatteranno sanzioni anche per i datori di lavoro che non effettueranno i controlli. Il certificato verde, viene sottolineato, servirà per accedere ai luoghi di lavoro, non per lavorare, dunque, resta ferma la possibilità di lavorare in smart working. Per quanto riguarda i controlli, la procedura, dovrebbe essere analoga a quella adottata per il personale scolastico (docenti e amministrativi). Per quanto riguarda lo strumento per effettuare i controlli, nel primo caso si potrebbe ricorrere alla Super App che si utilizza già nelle scuole. Nel caso dei luoghi di lavoro privati, la soluzione potrebbe essere l’app VerificaC19.

14 milioni di lavoratori già in possesso di green pass

Sono circa 18 milioni i lavoratori pubblici e privati interessati dalle norme sul green pass: 13,9 milioni già lo hanno, mentre quelli senza sono 4,115 milioni. Questi i dati diffusi dal Governo. I lavoratori dipendenti del settore privato con il certificato verde sono 11 milioni (80%), 3,7 milioni quelli senza. Dei dipendenti pubblici che già sarebbero obbligati alla vaccinazione, 2,3 milioni hanno il green pass, 115mila no. Mentre fra i dipendenti pubblici non obbligati, in 600mila hanno il lasciapassare e 300mila no. I dati riguardano anche la popolazione inattiva: 10,8 milioni col green pass e 2,7 milioni senza. I disoccupati: 1,8 milioni con e 500 mila senza. I pensionati: 12 milioni con e un milione senza. I ragazzi e le ragazze fra i 12 e i 19 anni: 3 milioni con e 1,5 milioni senza.

Enrico Caccin

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