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Porto Viro: “Il sistema scuola ha funzionato, ma il Green pass crea tensioni”

Intervista a Massimiliano Beltrame, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Porto Viro

Massimiliano Beltrame
Massimiliano Beltrame

Il rientro a scuola è stata una sfida importante per quel ritorno alla normalità che tutti agogniamo. Con Massimiliano Beltrame, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Porto Viro, che conta circa 1000 studenti tra i tre ordini di scuola infanzia, primaria e secondaria di I grado, abbiamo fatto il punto su come si è preparato alla ripresa delle lezioni.

Come vi siete organizzati per la ripresa, considerate le direttive del governo per la scuola in presenza?

“Si continuano ad adottare le ormai note misure anti-Covid, in termine di distanziamento, protezione delle vie aeree, non commistione dei gruppi, arieggiamento e igienizzazione dei locali: tutta la gestione e organizzazione scolastica risente delle diverse limitazioni, tuttavia necessarie in termini di sicurezza. Lo scorso anno ci sono stati diversi screening a scuola, a seguito del contact tracing dei contatti stretti di casi positivi, che hanno riguardato molte classi, plessi interi, studenti e personale scolastico ed è confortante il fatto che il sistema scuola abbia ben funzionato in termini di contenimento alla diffusione del virus. Ciò che personalmente e professionalmente mi sta più a cuore è la possibilità per ciascuno studente di vivere la scuola quale occasione di crescita e formazione ed è necessario che tutta la comunità scolastica cooperi a questo scopo”.

Come gestirete eventuali periodi di quarantena delle classi? La DaD resta l’opzione ma ha dimostrato i limiti (soprattutto tecnologici) in questi mesi.

“Nonostante gli evidenti limiti della DaD, il piano della didattica digitale integrata è stato portato avanti, quando necessario, in modo efficace e sempre tenendo conto della necessità di mantenere un rapporto scuola-famiglia proficuo e orientato al benessere e alla formazione dello studente, nel tentativo di non lasciare indietro nessuno. Ci auguriamo quest’anno di non dover ricorrere spesso alla DaD, che tuttavia rappresenta anche un’opportunità per continuare un percorso educativo e didattico e che, spesso, viene adottata, anche nel caso di assenza prolungata di un singolo studente”.

Gli insegnanti come hanno accolto l’obbligo del green pass? Ci sono state lamentele, problemi? La verifica è problematica?

“I problemi non mancano mai a scuola che, al di là del Covid, è un sistema molto complesso la cui gestione richiede competenza e massima dedizione. In questa situazione si stanno acuendo diverse criticità e, indubbiamente, le scelte governative sull’estensione del Green pass, oggi non più per il solo personale scolastico ma anche per tutta l’utenza, creano non poche tensioni, oltre a complicare ulteriormente la gestione amministrativa. Rattrista e preoccupa constatare la divisione e tensione tra l’utenza o le famiglie, anziché l’unità e la solidarietà che dovrebbe aversi perché parte della stessa storia e della stesso percorso. Credo che una delle difficoltà maggiori sia proprio operare in un clima di tensione, senza discriminare, e cercando di avere come unico orientamento e criterio il bene dei nostri ragazzi, indipendentemente dalle opinioni e considerazioni dei singoli”.

Giorgia Gay

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