lunedì, 17 Gennaio 2022
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    Rovigo, Benazzo (Cgil): “Case di riposo polesane al collasso”

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    “La ventina case di riposo polesane è al collasso”. A dirlo è Davide Benazzo, segretario politiche welfare state, contrattazione sociale e territoriale, di Cgil Rovigo.

    A causa del Covid-19 si sono registrate 4 milioni di minore entrate, a fronte di 800mila euro di maggiori spese. La Regione ha stanziato circa 2,5 milioni di euro. “Questo settore ha bisogno di una vera e propria riforma, che ne riconosca il ruolo sanitario, per evitarne il crollo e l’impoverimento della sanità provinciale. E’ stato da noi denunciato il sottofinanziamento da parte della Regione, che ha causato il default del sistema pubblico e fagocitato lentamente anche il privato. Osservando il fondo messo a disposizione negli ultimi dieci anni, si scopre che il rapporto di crescita percentuale di indice di vecchiaia, e perciò del bisogno di assistenza, è del 27%, mentre il finanziamento regionale è aumentato del 23%. In questa pandemia il sistema è stato lasciato da solo ad affrontare l’emergenza, causando in queste strutture, create per l’aggregazione degli ospiti, si siano trovate a doversi trasformare in malattie infettive e isolamenti, oltre al grande tema della carenza del personale, soprattutto infermieristico”.

    Polesine, case di riposo: i dati

    L’indice di permanenza media degli ospiti nelle case di riposo, è passato in pochi anni, da 450 giorni a poco più di 100 giorni nel 2019, crollando nel 2020, per il grande indice di mortalità dovuto al Coranavirus. “La nostra denuncia si estende al problema economico, che finisce con lo scaricarsi sui lavoratori, prima costretti a fare turni massacranti, ora, se va bene, vengono messi in cassa integrazione o addirittura licenziati, a causa del grande numero di posti vuoti nelle strutture colpite dal virus. In assenza di un reale intervento della Regione, questo grave problema si scaricherà sulle famiglie. Da palazzo Balbi è stato promesso che non verranno aumentate le rette, grazie ai finanziamenti extra già erogati. Sono inoltre stati stanziati 2,5 milioni di euro per il Polesine. Abbiamo scoperto che lo scostamento tra il previsionale 2020 e la proiezione del consuntivo nei ricavi per lo stesso anno è di 4.000.000 di euro in meno. Già da questo dato si evince che il finanziamento della Regione copre solo la metà delle mancate entrate dovute al Covid. A questo si aggiunge l’aumento dei costi del materiale, sempre a causa del Covid, di ulteriori 800.000 euro, tra dispositivi di protezione individuale, smaltimento rifiuti, igienizzazione degli ambienti, e quant’altro. Con l’introduzione delle quote sanitarie di accesso, viene coperto il mancato finanziamento delle quote sanitarie per soli 480.000 euro. I restanti, per arrivare al finanziamento di 1.335.900 euro, serviranno a ridurre la quota a libero mercato, pagata dalle famiglie. Il mancato finanziamento della Regione è di 5 milioni di euro”.

    Marco Scarazzatti

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