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Rovigo: l’altra faccia (la più bella) dei giovani e l’impegno nel sociale

Le storie di alcuni ragazzi che durante l’estate si sono impegnati in attività a favore del prossimo

Anna Rizzi al lavoro con la Croce Rossa
Anna Rizzi al lavoro con la Croce Rossa

In un’estate segnata da episodi di degrado, di cui si sono resi responsabili alcuni giovani, emerge l’altra faccia della medaglia. Ragazze e ragazzi impegnati nel volontariato: dalla Croce Rossa alla cooperazione internazionale, passando per la clownterapia. Giovani che studiano, lavorano e si divertono rispettando gli altri, assumendo uno stile di vita equilibrato e orientato al prossimo.

“Per me è importante essere volontaria della Croce Rossa – spiega la 22enne Anna Rizzi -, soprattutto durante la pandemia, che ha sconvolto in particolare le vite di noi giovani. Di solito l’estate è quel periodo dell’anno in cui i ragazzi si divertono, cercando emozioni che diventeranno ricordi, ma ormai da due anni non è più così. La nostra vita, come giovani e volontari, si è adattata alla ricerca di emozioni che derivino non più solo dal divertimento, ma anche dall’aiuto alla comunità. Siamo costantemente coinvolti in attività che potremo ricordare un giorno, come la campagna vaccinale anti Covid-19. Rendersi conto di fare qualcosa per gli altri, sperando che possa aiutare a uscire da questa tragica situazione, riempie il cuore di gioia”.

“Sto finendo il terzo anno di scienze psicologiche, sociali e del lavoro all’università di Padova – racconta Maria Menon, 22enne di Villamarzana -. Una volta terminato il tirocinio, ho iniziato a lavorare in un’associazione polesana che organizza attività per rendere autonome le persone con disabilità. Faccio parte di due associazioni: Dottor Clown e Enyo Nto. La seconda, nata da poco, si occupa di cooperazione internazionale, collaborando con il villaggio di Badougbé in Togo. Il fatto che in questa associazione siamo tutti molto giovani mi porta a dire che i ragazzi e le ragazze della mia età riescono a impegnarsi seriamente, addirittura guardando oltre il proprio interesse personale. La cosa importante è essere stimolati e mossi da valori che abbiano risvolti realizzabili concretamente. Classificare un giovane come svogliato è una semplificazione, in quanto l’impegno non è sufficiente per realizzare i propri sogni. Molte volte l’incertezza che caratterizza il periodo è una variabile importante, che può portare a perdere la motivazione e la voglia di darsi da fare”.

“Per me l’estate è cominciata quando ho finito la sessione estiva degli esami al conservatorio – afferma il 18enne Alessandro Spada -. Al mattino preferisco riposare, mentre al pomeriggio mi dedico ad attività fisiche e hobby, come suonare in compagnia dei miei amici. A volte mi capita di assistere a molestie verbali, nei confronti delle mie amiche, o a risse al bar: credo ci sia un problema di rispetto. Molti giovani passano le giornate a divertirsi smodatamente, sminuendo la bellezza dei momenti ricreativi in tranquillità. Noi giovani non siamo tutti uguali: c’è chi riesce a impegnarsi per raggiungere i propri obiettivi, assumendo uno stile di vita equilibrato, e chi invece si butta via”.

Giacomo Capovilla

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