Notizie
HomeVenezianoMiranese NordScorzè, consumo del suolo record nonostante il covid

Scorzè, consumo del suolo record nonostante il covid

Il rapporto annuale pubblicato dall’Ispra vede il consumo del suolo a Scorzè pari al 14,4% del totale contro una media regionale dell’11,9% e nazionale del 7,11%.

Scorzè

Nemmeno il Covid ferma il consumo del suolo, con Scorzè che, assieme a Portogruaro, ha il record negativo dei dati annuali del veneziano. Il consumo di suolo non si ferma nemmeno di fronte alle pandemie, e, in un anno nel quale tutto ha un indice negativo rispetto a quello precedente, al contrario la “mappa del cemento” ha un deciso incremento, con Scorzè che condivide con Portogruaro il non certo piacevole primato degli ettari di terreno scomparsi a favore delle nuove costruzioni.

Scorzè, consumo di suolo: il rapporto Ispra

A parlare chiaro sono i dati annuali del rapporto Ispra, che per il il 2020 mostra ben 55 mila metri quadrati di terreno erosi dal consumo di suolo nel veneziano, nonostante la crisi abbia in parte frenato i progetti già avviati e gli investimenti per quelli nuovi. E se i dati regionali vedono il Veneto al secondo posto nell’intera Italia dietro solo alla Lombardia, con Belluno e Rovigo in calo è proprio la provincia di Venezia ad avere i dati più negativi. E la colpa, purtroppo, ricade così proprio su Scorzè, che assieme a Portogruaro da sole hanno “mangiato” quasi la metà del totale dei 55,8 ettari.

Consumo di suolo pari al 14,4% del totale

Il rapporto annuale sul consumo di suolo pubblicato dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) vede il consumo del suolo in città pari al 14,4% del totale contro una media regionale dell’11,9% e nazionale del 7,11%. Pure con un rallentamento rispetto agli anni precedenti, resta ovviamente un dato poco invidiabile nel panorama nazionale. I conti risultano facili: tra capannoni, quartieri residenziali, ampliamento di aziende e aree commerciali c’è ormai solo l’imbarazzo della scelta. In un solo anno a Scorzè se ne sono andati 18,63 ettari di terreno: per un confronto basta guardare i dati della ben più turistica Jesolo, che nello stesso periodo ne ha cemetificati “solo” 7,2. Scarsa consolazione il fatto che in termini assoluti il Comune che ha cementificato la percentuale maggiore del proprio territorio sia Spinea e che Scorzè in questa classifica non sia nemmeno nelle prime tre posizioni.

Comuni virtuosi

Per tornare tra i comuni virtuosi, ora, lo scenario consigliato da Ispra è il ritorno all’utilizzo dei campi agricoli non come serre fisse o depositi e la rinaturalizzazione di porzioni di territorio precedentemente edificati, così come fatto, ad esempio, da Concordia Sagittaria che nel 2020 ha ridato al verde sette ettari. Si tratta di soluzioni importanti visto poi che l’erosione del suolo provoca allagamenti e dissesti idrogeologici importanti causati per lo più dalla cementificazione selvaggia. Poi si deve ricorrere ad interventi mirati di milioni di euro e risarcire danni consistenti che arrivano anche con piogge neanche tanto forti. La velocità dell’acqua con la cementificazione del territorio infatti viene accelerata

Massimo Tonizzo

Le più lette