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Vicenza, riapre palazzo Thiene: “E’ la prova generale per studiare i costi di gestione”

Il sindaco Rucco: “Questa acquisizione dimostra quanto crediamo nella candidatura a capitale della cultura”

Il soffitto di una sala di palazzo Thiene con l’angelo in volo diventato simbolo della Banca Popolare di Vicenza con la presidenza Zonin dal 1996

L’angelo che vola, per vent’anni simbolo della Banca popolare, scelto da Gianni Zonin dopo la sua vittoria nella battaglia contro Giuseppe Nardini nel 1996, guarda dal soffitto i nuovi visitatori di palazzo Thiene che da oggi riapre ai turisti e ai vicentini. Oggi era la prima giornata di visite, grazie a un “open day” senza prenotazione. Da domani si procede con gruppi da 25 persone e le visite guidate ogni sabato e domenica.

Nelle parole del sindaco Rucco, si tratta di una prova generale – da qui a Natale – per studiare l’operazione riapertura e i suoi costi di gestione, che è il cuore del problema. Nel frattempo Rucco loda Mauro Passarin, direttore del settore cultura, e il personale dell’assessorato che è riuscito a riaprire il palazzo in venti giorni, visto che l’atto di acquisizione dal notaio è del 6 settembre. E, in effetti, i maggiori funzionari dell’assessorato sono schierati di guardia al palazzo lungo tutto il percorso di visita nelle varie stanze: da Clelia Stefani ad Anna Carta, da Giovanna Rinaldi a Tiziana Lain. A loro vanno anche il ringraziamento dell’assessore Simona Siotto, che sottolinea quanto conti palazzo Thiene come nuovo inserimento nel circuito dei musei vicentini.

L’assessore Siotto: “Nella giornata europea della tutela del patrimonio culturale, Vicenza dimostra nei fatti quanto ci crede”

Clelia Stefani, funzionaria del settore cultura

Mauro Passarin, direttore del settore cultura

“In questa estate Vicenza è ripartita davvero e i risultati sono lusinghieri – sottolinea il sindaco – anche a livello turistico. La riapertura di palazzo Thiene è il mattone-base per la candidatura di Vicenza a capitale italiana della cultura 2024. È un progetto che può contare su un investimento di 8 milioni di euro”. “Oggi è la giornata europea della tutela del patrimonio artistico e culturale – sottolinea Siotto – Vicenza fa la sua parte con questa riapertura che dimostra quanto crediamo nella cultura”.

Se il palazzo è stato acquistato dal Comune, con un’operazione sulla quale nessuno era contrario in Consiglio comunale, i beni all’interno, vale a dire i quadri, le collezioni artistiche, gli arredamenti, sono ancora di proprietà della Lca (società di banca Intesa) e soggetti al vincolo pertinenziale, cioè non possono essere spostati dalla loro sede. Su questo punto è in atto un braccio di ferro con il Comune: Lca è ricorsa al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che ha ribadito il vincolo, mentre la proprietà vorrebbe abolirlo per vendere più semplicemente e, sicuramente con maggiore introito, tutti i pezzi pregiati delle collezioni.

I quadri sono ancora i cespiti del fallimento della banca come dimostrano i cartellini che penzolano melanconici dai quadri

cof

Il Comune s’è costituito contro questo ricorso al Consiglio di Stato: l’ipotesi di vincere la partita potrebbe aprire la possibilità che sia lo stesso Comune a diventare proprietario anche delle collezioni, acquistandole da Lca. Ma qui siamo davvero parecchi passi avanti nel futuribile, perché non si sa neanche quanti soldi dovrebbe ulteriormente sborsare l’amministrazione per questa operazione.

Intanto, a far memoria del fallimento della banca, penzolano dai quadri i cartellini che testimoniano la realtà di cespiti della liquidazione coatta amministrativa, quella che, secondo Gianfranco Pavan, già vicepresidente di Confindustria, ancora nel 2015 con un patrimonio di oltre un miliardo, lo Stato avrebbe potuto evitare.

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