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Vittoria del Sindacato su GKN, il tribunale blocca i licenziamenti

Lavoratori e Sindacato Fiom CGIL vincono su GKN, l’azienda che voleva lincenziare 422 persone e delocalizzare in Polonia

Gkn ha provato a scavalcare il sindacato, tenendolo all’oscuro per molto tempo delle sue intenzioni. Con una scusa legata alla produzione aveva programmato la chiusura del sito di Campi Bisenzio per il 9 luglio, giorno dell’apertura della procedura di licenziamento. Tuttavia la reale intenzione era di non riaprirlo più e delocalizzare in Polonia. Ma non è andata così: la Fiom CGIL ha impugnato i procedimenti  verso i 422 dipendenti ingiustamente licenziati ed ha vinto anche in tribunale.

Il caso della Gkn si era aperto a luglio, subito dopo lo sblocco licenziamenti del Governo Draghi, quando i lavoratori erano stati informati di aver perso il posto di lavoro con una email, senza alcun confronto preventivo con il sindacato, un modus operandi previsto non solo dal contratto collettivo nazionale ma anche da uno specifico accordo del giugno 2020 tra le Rsu e l’azienda. L’intenzione di Gkn, stabilita nel consiglio d’amministrazione convocato il giorno precedente, era di delocalizzare la produzione di in Polonia.

“Evidente violazione dei diritti dei lavoratori. C’era la volontà di limitare l’attività del sindacato”

Come spiegato in questo articolo del Fatto, il provvedimento firmato dalla giudice Anita Maria Brigida Davia sancisce in “parziale accoglimento del ricorso, accertata l’antisindacalità delle condotte” di Gkn nel licenziare 422 dipendenti via email ha imposto di “revocare la lettera di apertura della procedura ex L.233/91” e di “porre in essere le procedure di consultazione e confronto dell’articolo 9 parte prima Ccnl e dell’accordo aziendale del 9 luglio 2020 indicato in motivazione”. Gkn, inoltre, dovrà pubblicare “testo integrale” del decreto su cinque quotidiani e pagare le spese giudiziarie alla Fiom, che aveva promosso il ricorso. Gkn, nel “decidere l’immediata cessazione”, ha “contestualmente deciso di rifiutare la prestazione lavorativa” dei 422 dipendenti “senza addurre una specifica ragione che imponesse o comunque rendesse opportuno” il rifiuto. Un comportamento che, riflette il giudice, “è sicuramente contrario a buona fede e rende plausibile la volontà di limitare l’attività del sindacato”.

Fabbrica ferma, in 20mila marciano a supporto, “Insorgiamo

Il Collettivo di Fabbrica GKN da settimane aveva avviato la protesta, il cui culmine si è visto il 18 settembre. Più di 20 mila persone hanno sfilato per le strade di Firenze dietro uno striscione che recitava “Insorgiamo”, il motto della protesta. Persone da tutta Italia si sono unite a questa manifestazione: dietro le bandiere della Fiom CGIL e del Collettivo di Fabbrica marciavano lavoratrici e lavoratori di varie aziende in crisi, come la Whirpool di Napoli, ma anche L’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, L’Unione degli Universitari, la Rete degli Studenti Medi e vari esponenti partitici di Sinistra Italiana, Articolo 1, Potere al Popolo.

Insieme, oggi, festeggiano questa prima vittoria del Sindacato dei lavoratori e delle lavoratrici contro la multinazionale.

Enrico Caccin

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