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Auto, ancora meno 25% di vendite rispetto al periodo pre covid e lunghe attese dopo l’ordine

Oliviero: “Mancano i chip e le auto sono ferme sui piazzali dei costruttori”

Siamo ancora a meno 25% di auto immatricolate nel 2021 rispetto ai livelli pre covid. Lo riporta una nota di Confcommercio. Secondo i dati ministeriali, infatti, nel periodo gennaio-settembre 2021 nel Vicentino sono stati immatricolati 17.982 veicoli, contro i 15.662 dell’anno precedente e i 24.056 del 2019. Quindi, si parla di +14,81% rispetto all’anno scorso, anche se il dato 2020 è fortemente condizionato dal lockdown, mentre si calcola un -25,25% di registrazioni pari a 6.074 veicoli in meno rispetto allo stesso periodo di due anni fa.

“In valori assoluti il settore è in crisi, poiché le mancate consegne hanno il loro peso sui bilanci – spiega Bruno Oliviero, presidente della categoria Concessionari auto di Confcommercio Vicenza – In realtà nelle concessionarie d’auto della provincia gli ordini non mancano e i clienti dimostrano una buona propensione all’acquisto, soprattutto verso veicoli più green. Il problema sta nella carenza di veicoli da consegnare ai clienti, per colpa sostanzialmente di due fattori: da una parte la penuria, a livello mondiale dei microchip, dall’altra quella di materie prime, tanto che alcune case produttrici hanno i piazzali pieni di auto incomplete e hanno dovuto ricorrere alla cassa integrazione”.

“Almeno 6-8 mesi di attesa fra l’ordine del cliente e la consegna, con punte di un anno”

Bruno Oliviero, presidente dei concessionari d’auto di Confcommercio

“In questa situazione, l’attesa tra l’ordine del cliente e la consegna dell’auto si aggira mediamente intorno ai 6-8 mesi, con punte di un anno per alcuni modelli. Del resto, all’aumento della domanda di microchip, conseguente alla forte richiesta di pc e di smartphone per comunicare on line durante la pandemia, ha determinato una carenza della componentistica che, secondo le nostre previsioni, continuerà almeno fino a fine primavera del 2022”.

Guardando l’aspetto positivo, si può dire che con la ripartenza dell’economia, il consumatore guarda al mercato dell’auto con più volontà rispetto al passato di sostituire la propria auto con una nuova a bassi consumi e a basse emissioni o addirittura elettrica. Una tendenza che fa bene all’ambiente e va a svecchiare il parco veicoli italiano, notoriamente datato e inquinante. “In questo senso hanno avuto un ottimo successo gli ecobonus per l’acquisto di auto elettriche e ibride plug-in – spiega Oliviero – tanto che i fondi disponibili sono stati esauriti prima del previsto. Sicuramente per il cliente erano un bel vantaggio in quanto, sommando il bonus statale agli incentivi della casa madre, il risparmio sul prezzo d’acquisto dell’auto poteva arrivare agli 8mila euro”.

“Sono stati efficaci gli incentivi di Stato e case produttrici per le auto elettriche e ibride”

“Gli incentivi si sono rivelati quindi molto efficaci per vendere questi veicoli, altrimenti ancora poco appetibili in termini di prezzo rispetto alle auto tradizionali. L’auspicio – conclude il presidente dei concessionari d’auto della provincia – è che davvero si dia corso nel nostro Paese a efficaci politiche di transizione ecologica attraverso lo stanziamento di adeguate coperture finanziare anche per il nostro settore; fondi che andrebbero in primo luogo a favorire il consumatore nell’acquisto di veicoli meno inquinanti, a realizzare infrastrutture ecocompatibili e anche a togliere la discontinuità degli incentivi, consentendo alle aziende del settore una programmazione di medio-lungo periodo più stabile, e al mercato di ripartire con più continuità”.

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