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Bigon, Camani e Ostanel (Commissione inchiesta Covid): “Un errore del governo e del Veneto affidarsi al tampone rapido per i sanitari”

Camani Ostanel Bigon
Da sinsitra le consigliere regionali del Veneto Camani (Pd), Ostanel VcV) e Bigon (Pd)

Dopo la seduta della Commissione d’inchiesta sul Covid del Consiglio regionale del Veneto di oggi Bigon, Camani (PD) e Ostanel (VcV) sottolineano che fu un errore l’uso del tampone rapido per il controllo degli operatori sanitari

“Oggi abbiamo avuto conferma dal virologo Palù, attuale presidente dell’Aifa e componente del Cts (audito nella settima seduta della commissione di inchiesta Covid), che l’uso dei tamponi rapidi per il controllo degli operatori sanitari non sarebbe stata una scelta corretta, come invece indicava il Governo”. Lo riportano Anna Maria Bigon (Pd), Vanessa Camani (Pd) ed Elena Ostanel (VcV) componenti della Commissione d’inchiesta sul Covid del Consiglio regionale del Veneto.
“In particolare – proseguono le tre esponenti dell’opposizione a palazzo Ferro Fini -, neppure di fronte alla diffusione letale e incontrollata del virus negli ospedali, tra pazienti e personale medico, nessuno si è posto il problema dell’affidabilità del test rapido, tanto che mai nessuno ha interpellato sul punto il Comitato scientifico regionale”.

NIENTE VALUTAZIONE SULL’ATTENDIBILITA’ DEL TAMPONE RAPIDO

E come se non bastasse denunciano le due esponenti del Partito democratico unitamente alla consigliera del Veneto che Vogliamo: “Le linee guida nazionali indicavano prudenza, in particolare in contesti con persone fragili, esisteva un approfondimento scientifico a cura di diversi studiosi dell’Università di Padova, eppure abbiamo oggi appreso che il Comitato scientifico regionale, guidato da Mario Saia, ha scelto di non valutare l’attendibilità dei tamponi che sono stai massicciamente usati in Veneto”.

IN VENETO LA SECONDA ONDATA DEL COVID CAUSATA DALL’INAFFIDABILITA’ DEL TAMPONE RAPIDO?

E concludono Anna Maria Bigon, Vanessa Camani (PD) ed Elena Ostanel (VcV) al termine della seduta odierna: “Non sappiamo se sia anche questa una delle cause della seconda ondata pandemica che ha travolto il Veneto, però un primo errore di valutazione è oggi stato confermato”.


IL TAMPONE RAPIDO: CAMPIONE TROPPO RISTRETTO PER VALUTAZIONE AFFIDABILITA’?

“I test di prima generazione, acquistati dall’azienda Abbot con affidamento diretto, ritenuti ‘idonei sotto il profilo tecnico’ dal professor Rigoli hanno confermato una sensibilità dell’80% testata su un campione secondo noi troppo ristretto di 380 test, e non dovevano essere usati nei contesti più esposti durante la pandemia – continuano le consigliere Bigon, Camani e Ostanel -. Di fronte a un quadro del genere emergono domande cruciali: per quanto tempo e quanti tamponi rapidi siano stati impiegati nelle strutture più a rischio e che impatto ha avuto, in termini di contagi e decessi, questa decisione?”

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