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CGIL: in 150 mila nella piazza dei sindacati: “lo Stato agisca e sciolga le associazioni fasciste”

150 mila persone hanno sfilato a Roma in risposta all’attacco fascista contro la sede della CGIL Nazionale

La risposta antifascista dei Sindacati uniti non si è fatta attendere: in 150mila persone hanno sfilato a Roma gridando “Mai più fascismi”.
Un corteo dall’Esquilino a piazza San Giovanni  rivendicando l’antifascismo come principio cardine della nostra Costituzione.

Per la manifestazione indetta da Cgil, Cisl e Uil sono arrivati da tutta Italia con 800 pullman, dieci treni speciali e qualche volo dalle isole.

In piazza San Giovanni atmosfera serena tra bandiere e palloncini colorati: presenti i leader dell’intero centrosinistra, non pervenuti gli esponenti di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Le parole di Maurizio Landini, segretario generale della Cgil

Il segretario della Cgil Maurizio Landini ha sfilato in testa al corteo dietro lo striscioneLa Cgil resiste. #maipiùfascismi ed è stato accolto dal coro “siamo tutti antifascisti“.

È una manifestazione che difende la democrazia nel nostro Paese, quindi di tutti e non di parte”, ha detto difendendosi dalle critiche di chi ha parlato di un evento politico di parte. “L’attacco al sindacato è in realtà un attacco alla dignità del lavoro di tutto il Paese”. Dal palco, Landini si è rivolto direttamente al Governo: “C’è un primo atto che chiediamo, che il governo faccia, con l’appoggio di tutto il Parlamento: le forze che si richiamano al fascismo e usano atti violenti devono essere sciolte. Dalla solidarietà si deve passare all’azione concreta“. Applauditissimo anche il passaggio in cui ha richiesto libertà per Patrick Zaki e verità per Giulio Regeni.

Tantissime persone arrivate in piazza San Giovanni, in un clima di serenità nonostante l’allerta massima per il rischio di infiltrazioni e nuovi scontri: tanti i i palloncini blu, rossi e verdi, mentre le bandiere rosse della Cgil coprivano la piazza. Un gruppo di sindacalisti a presidiare la sede precedente assaltata.

Anche Don Luigi Ciotti contro i fascismi

A sfilare accanto a Landini anche il prete antimafia don Luigi Ciotti, fondatore di Libera: “Il dissenso è il sale della democrazia e la violenza è la sua negazione. La violenza dei fascismi, dei razzismi e dei sovranismi nasce dal veleno di una società disgregata e da una democrazia pallida dove troppi diritti sono parole dette o scritte sulla carta ma non si traducono in concreto”.

Alla manifestazione hanno partecipato numerose sigle dall’Anpi a Libera fino a Legambiente. Nutrita anche la partecipazione giovanile, con Unione degli Universitari e Rete degli Studenti Medi a gestire uno spezzone del corteo.

Enrico Caccin

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