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Elezioni a Cavarzere, Fontolan analizza la sconfitta

Il candidato del centrosinistra e vicesindaco uscente di Cavarzere Paolo Fontolan analizza, all’indomani delle elezioni, il pesante dato che ha portato alla vittoria di Pierfrancesco Munari

Paolo Fontolan

“Che fosse dura lo sapevamo però speravamo un po’ meglio”. È il primo commento di Paolo Fontolan, candidato del centrosinistra a Cavarzere, che ha dovuto cedere all’ondata di Pierfrancesco Munari (70,04% contro il 23,05% )

“Ha prevalso il desiderio di cambiamento” analizza all’indomani del voto il vicesindaco uscente, che siederà comunque in consiglio comunale con i compagni di lista Heidi Crocco, Fabrizio Bergantin e Chiara Tasso e con il terzo qualificato Andrea Fumana. “Ho l’impressione che forse abbiano inciso più le dinamiche nazionali che quelle locali e di sicuro l’astensionismo – continua -. La percentuale dei votanti è stata bassa, evidentemente non è andata a votare la “nostra gente”. Questo significa che non siamo riusciti a essere sufficientemente chiari e convincenti su quello che era il nostro progetto politico per Cavarzere. Forse con il senno di poi ci ha penalizzato la scelta di non mettere simboli di partito in lista come ha fatto il centrodestra. La nostra è stata una scelta politica, ma forse non siamo riusciti a spiegarlo bene”.

Non si sente nemmeno di escludere, Fontolan, che il brutto risultato sia stato un voto all’amministrazione uscente. “Con Tommasi di cose buone ne abbiamo fatte tante, però evidentemente non siamo riusciti a entrare in sintonia con l’elettorato – riflette -. Certo c’è un vento di cambiamento a livello nazionale. La Lega ha sbancato dappertutto. Comunque prendiamo atto della volontà dei cittadini. Noi continueremo a lavorare anche se da una posizione diversa per il bene di Cavarzere”.

Quanto al neoeletto sindaco, Fontolan gli fa gli auguri di buon lavoro, ma mette in chiaro: “Ha una fortuna: noi dieci anni fa abbiamo ereditato un Comune dal centrodestra sull’orlo del disastro finanziario, mentre lui ne eredita uno finanziariamente a posto, eredita progetti già approvati e finanziati e in qualche caso addirittura cantierati. Penso al cantiere di via Mainardi partito proprio in queste ore. O a piazza San Giuseppe, al finanziamento che abbiamo portato a casa di 900mila euro per la risistemazione del ponte sull’Adige in centro, agli altri 500mila euro che abbiamo portato a casa per la sistemazione di via Matteotti, lavoro che è atteso da tanti anni. Munari ha dall’inizio delle basi solide garantite dall’eredità che gli lasciamo e ci auguriamo che sappia sfruttare al meglio queste opportunità”.

“Saremo un’opposizione costruttiva – conclude -. La nostra lista da subito ha guardato oltre le ideologie e gli steccati e continueremo così”.

Giorgia Gay

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