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La salute negli ambienti di lavoro: la sfida del millennio contro lo stress

Un disagio psicologico e di conseguenza fisico che è legato alla sensazione di inadeguatezza, di non corrispondere alle aspettative degli altri

Stress sul lavoro
Stress sul lavoro

Se si potesse stilare una classifica delle parole più utilizzate in ambito lavorativo negli ultimi venti anni, c’è da scommettere che tra le prime posizioni figurerebbe certamente il termine STRESS. Dare una definizione di questo termine, indagare le ragioni psico sociali che determinano questa spiacevole condizione e comprenderne possibili rimedi è certamente una delle sfide del millennio. Il tema riguarda anche e soprattutto la Salute e Sicurezza negli ambienti di lavoro. In particolare, si parla di stress lavoro correlato quando esiste un soggetto in un contesto lavorativo (datore di lavoro, collaboratore, lavoratore ecc..) che non si sente in grado di corrispondere alle aspettative che su di lui vengono riposte.

Questo senso di “impotenza” crea un disagio principalmente psicologico ansia, suscettibilità, tristezza, irritabilità); che se protratto nel tempo potrebbe determinare malessere fisico (emicrania, stanchezza, disturbi digestivi) o addirittura inabilità psicologica permanente. Un problema dunque che deve essere affrontato con attenzione e precisione dai Datori di lavoro delle aziende; che peraltro sono obbligati a valutare in maniera formale questo aspetto ai sensi dell’ art. 28 del D.Lgs 81/2008 (Testo Unico sulla Sicurezza).

L’Inail ha messo a punto una metodologia di valutazione che è in grado di identificare la “temperatura di stress” presente in azienda

Ma come riuscire a quantificare questo importate fattore di rischio? Come riuscire a determinare se la “sensazione di inadeguatezza” è causata veramente da criticità aziendali o da una condizione di fragilità del soggetto dovuta a fattori personali (Es. problemi di salute, instabilità nella sfera affettiva e in generale psicosociale)? Per rispondere a questi quesiti e soprattutto fornire ai professionisti della sicurezza uno strumento di lavoro facile e standardizzato, l’INAIL ha messo a punto una metodologia di valutazione che è in grado di identificare in maniera diretta e imparziale la “temperatura di stress” presente in azienda. Si tratta di una check list organizzata in 3 macro- aree (Eventi Sentinella, Indicatori di Contenuto, Indicatori di Contesto) per un totale di poco più di 70 domande. Essa viene somministrata a soggetti rappresentanti di ciascuna mansione aziendale e deve essere compilata, per ovvi motivi, mantenendo l’anonimato.

La risposta a ciascun quesito assegna dei punteggi standardizzati, la somma dei quali determina se la mansione opera in un contesto lavorativo a rischio Basso, Medio o Alto secondo una scala di valori predefinita. Giusto per fare qualche esempio, tra i quesiti viene richiesto di specificare il livello di turn-over per la specifica mansione, piuttosto che l’effettiva fruizione di un congruo periodo di ferie; oppure ancora la chiara identificazione di ruoli e responsabilità. Sono inoltre valutati aspetti legati alle vere e proprie condizioni di lavoro, come la presenza persistente di elevato rumore di fondo negli ambienti o lo svolgimento di attività in orario notturno. In aggiunta, considerata la estrema dinamicità e imprevedibilità delle condizioni sociali (e quindi aziendali) in cui viviamo al giorno d’oggi, il legislatore richiede che questo stesso approccio venga ripetuto ogni due/tre anni; sostanzialmente aggiornando la valutazione e “rimisurando la temperatura” all’azienda.

Lo stress da lavoro correlato è una patologia subdola, ma contrastarla è possibile. Serve certamente un buono sforzo organizzativo e la volontà di tutti i soggetti (datore di lavoro e lavoratori) di investire parte del proprio tempo per la salute. Non è giusto che questa condizione possa rovinare il lavoro e la vita di chi ne è esposto.

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