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L’atteso ritorno di Fulvio Luna Romero a Treviso

“Le regole degli infami”, l’atteso ritorno di Fulvio Luna Romero, sarà presentato oggi alla Lovat

Ce l’aveva pronto da due anni, ma quando è arrivata la pandemia lo ha richiuso nel cassetto. Finalmente “Le regole degli infami” esce (in libreria dal 21 ottobre, edito da Marsilio) e a Fulvio Luna Romero non resta che limare la scaletta musicale con cui domenica 24 alla libreria Lovat di Villorba accompagnerà con la sua “Royal Acoustic Live” la prima presentazione del nuovo noir. Ancora Nordest, ancora infiltrazioni criminali. Proprio come in “Prosecco Connection”, che nel 2018 fece fare allo scrittore trevigiano il salto di qualità, vincendo il premio Nebbiagialla per il romanzo inedito. Lì c’erano le colline poi diventate Unesco, c’era la mafia economica, c’era il punto di partenza con gli arresti eccellenti legati all’inchiesta sul Mose. Qui c’è quella che Romero – musicista per diletto, fresco mezzo ironman 70.3 a Cervia e nella vita di tutti i giorni occupato nella gestione delle risorse umane – definisce  a tutti gli effetti fiction. “Una storia e dei personaggi di fantasia ambientati su uno scenario reale”, spiega Romero, che confessa di essersi ispirato a “Corruzione” di Don Winslow.

Messo (dice) definitivamente in archivio Carlo Caccia, l’egocentrico investigatore privato di Treviso attraverso i cui occhi dal 2004 ha raccontato con una serie molto amata la città e la provincia, Fulvio Luna Romero con “Le regole degli infami” esce dalla Marca trevigiana per approdare poco più in là, a Jesolo. “Un territorio che amo particolarmente. Soprattutto – spiega – volevo ampliare il giro e uscire dalla radicalizzazione locale”. Sul litorale, in estate affollato regno del divertimento notturno e del turismo vacanziero ma d’inverno poco più di un paese affacciato sulla città più bella del mondo, Romero costruisce una storia che, a guardarla col senno di poi, ricorda molto i fatti di cronaca nera di cui sono state protagoniste prima Caorle e più recentemente Bibione. Un territorio controllato da una tentacolare organizzazione criminale, quella dell’azienda capeggiata da Andrea Salvi: droga, prostituzione, edilizia e sale da gioco sono il mercato in cui il protagonista del noir si muove e che di cui muove i fili. Un “capo” che vive in un famoso grattacielo di Cortellazzo (riconoscibilissimo il Merville) e per il quale lavorano un lombardo taciturno, un napoletano con la mano pesante  e il bomber della squadra di calcio locale. Tutti al soldo di un calabrese che abita a San Donà di Piave. Fra un traffico illecito e l’altro, ovviamente qualcosa va storto e Jesolo viene messa a ferro e fuoco.

Una scrittura chirurgica per un racconto violento e feroce con il quale Romero, pur nella cornice di fatti e personaggi inventati, mette nero su bianco una realtà sempre più presente nel territorio. “Una mafia molto diversa da quella che ci siamo sempre immaginati e che si muove con intelligenza soprattutto in ambito finanziario. E a Nordest – sottolinea lo scrittore – si muovono molto bene”.

 

Sara Salin

 

 

 

 

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