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Nuovo ospedale di Padova Est: il futuro della sanità

L’intervista esclusiva al direttore generale Giuseppe Dal Ben sull’avanzamento e lo stato del nuovo ospedale di Padova Est

Glielo si legge sul sorriso che traspare dietro la mascherina, che il nastro del nuovo ospedale di Padova est ci terrebbe tanto a poterlo tagliare. “C’è una questione di limiti di età”, scherza Giuseppe Dal Ben, direttore generale dell’Azienda Ospedale Università. Sessantaquattro anni, opitergino, manager di lungo corso nell’ambito sanitario, quando nel febbraio scorso il presidente della Regione Luca Zaia lo ha nominato ai vertici di una delle aziende pubbliche più quotate del Veneto si è messo il caschetto e ha iniziato a ragionare di cantieri.

Sul suo tavolo ha una triplice sfida: costruire due ospedali, avanzare in parallelo e fare prima che può. Da una parte il nuovo ospedale di Padova est, del valore di 590 milioni di euro, 290 dei quali già accantonati in bilancio regionale e i restanti 300 con riscorso all’indebitamento, e per il quale si è in attesa di capire se il Governo deciderà per una gestione ordinaria (mettendola in capo proprio a Dal Ben) o se preferirà nominare un commissario straordinario per velocizzare i percorsi di gara. Dall’altra il Giustinianeo, sul quale è in atto un effetto domino.

Quello del nuovo ospedale è un tema dibattuto da anni, perché c’è tutto un mondo interessato, dalle istituzioni alle associazioni. Oggi, dopo che la programmazione regionale ha previsto la realizzazione di due poli con un percorso intermedio, siamo ancora in una fase iniziale. Due percorsi che viaggiano in parallelo e che devono integrarsi”, afferma il direttore generale.

Una progettualità che non è completamente definita: è in corso una fase di evoluzione e confronto sulle destinazioni d’uso che nei quasi ultimi due anni ha subìto inevitabilmente l’effetto pandemia, cambiando il modo di vedere e ragionare sulle modalità di accesso ai servizi sanitari e al loro stesso utilizzo. “Non c’è ancora un bianco e un nero. Se mi chiedete dove i padovani dovranno andare per trovare il pronto soccorso, posso dire che ce ne sarà uno al Giustinianeo e uno a Padova est”, spiega Dal Ben.

Lo stato dell’arte del nuovo ospedale di San Lazzaro è alle prese con il progetto di fattibilità. “Siamo esaminando le sette offerte, anche straniere, arrivate dalla gara per l’affidamento del servizio di ingegneria e architettura per la realizzazione della fattibilità tecnica ed economica”. La previsione è aggiudicarlo entro l’anno, mentre entro il 2022 dovrebbe essere approvato il progetto preliminare, nel 2023 il progetto esecutivo, entro il 2024 si ipotizza l’avvio dei lavori, che si chiuderanno con l’attivazione del nuovo ospedale entro il 2028. “Un cronoprogramma che finora stiamo rispettando”, assicura il manager della sanità padovana.

In una mano la tabella di marcia di Padova est, nell’altra il masterplan per lo sviluppo del Giustinianeo. Una progettualità di massima che prevede la costruzione della nuova Pediatria e una serie di interventi importanti per ridisegnare completamente l’area. “Oltre alla Pediatria, ci sarà l’ospedale mamma-bambino, un edificio polifunzionale con il Pronto soccorso e il policlinico universitario. Il resto verrà tutto demolito”.

All’interno del progetto particolare attenzione viene data al parco delle Mura, “che si integra e si confonde con l’ospedale, con il recupero e lo sviluppo di un patrimonio storico e culturale”.

Giuseppe Dal Ben è completamente immerso nella realizzazione di quello che Padova e la sanità veneta stanno aspettando da anni. Un compito gravoso ma allo stesso tempo stimolante. “Ho preso il testimone, non mi volto indietro e lo faccio correre senza perdere un attimo. Sono contento di quello che abbiamo fatto in questi mesi. Abbiamo in mano le offerte per la nuova Pediatria e le sette possibili opzioni di studio per il nuovo ospedale. Siamo andati avanti, con tutti i percorsi amministrativi valutati da Anac, cosa che ci impegna di più ma si tratta di una garanzia”.

Puntando lo sguardo al 2028, Dal Ben è sicuro che “se tutto andrà come deve andare, avremo il taglio del nastro del nuovo grande ospedale regionale e nazionale di Padova est. Un ospedale di altissima specializzazione e tecnologia, cuore della ricerca, che nasce in collaborazione con l’Università e che sarà una delle strutture più importanti d’Europa. Ma nel frattempo la Pediatria sarà già stata ultimata e per quella – aggiunge sorridendo – forse riuscirò a fare il taglio del nastro, visto che la fine lavori è prevista per il 2023. Per quell’anno avremo già impostato tutto il resto, con i padovani che avranno il loro ospedale al Giustinianeo per l’urgenza e in caso di bisogno di alta tecnologia e diagnostica si recheranno a San Lazzaro, che non è poi così lontano, trovando nel complesso risposte adeguate”.

Sara Salin

 

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