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Ospedale di Schiavonia, interrogativi e timori sul nuovo piano emergenziale

Nonostante l’appello dei sindaci e le rassicurazioni dell’assessore regionale, ma il rischio per l’ospedale di Schiavonia resta

Terapia intensiva Schiavonia
Terapia intensiva Schiavonia

“Se non c’è un ospedale solido arriveremo sempre alla chiusura, serve un’equa distribuzione dei casi di terapia intensiva e malattie infettive, servono più spazi e più personale, servono investimenti strutturali per garantire maggiori posti letto e servizi più vicini ai cittadini”: questo l’appello dei sindaci della Bassa Padova delle scorse settimane. Protagonista della discussione, ancora una volta, l’ospedale Madre Teresa di Calcutta di Schiavonia e il suo destino. L’apprensione dei primi cittadini nasce sulla scorta della posizione che il nosocomio locale ha assunto nella fase emergenziale in veste di covid hospital. Riduzione dei posti letto e chiusura del Pronto Soccorso sono i due aspetti a preoccupare maggiormente le amministrazioni locali oltre che i cittadini.

Nel corso del recente incontro tra sindaci e Assessore regionale alla sanità, Manuela Lanzarin, è emerso che allo stato attuale la situazione è sotto controllo e se l’andamento continua a essere quello registrato, non sono previste chiusure. L’operatività effettiva dell’ospedale di Schiavonia, però, sembra nuovamente a rischio dopo la pubblicazione del nuovo Piano emergenziale ospedaliero dell’Azienda ULSS 6 Euganea. A denunciare una situazione potenzialmente e ancora una volta critica sono state le opposizioni monselicensi durante l’ultimo consiglio comunale. “Il nuovo Piano definisce la distribuzione di posti letto di Terapia intensiva, Pneumologia, Malattie infettive e Ospedali di comunità tra i diversi presidi ospedalieri dell’Ulss 6 e dell’Azienda Ospedaliera di Padova e, ancora una volta, penalizza il presidio degli Ospedali Padova Sud” sottolinea Silvia Muttoni di Siamo Monselice “Schiavonia, infatti, è l’unico presidio che incrementa i posti covid in ogni fase emergenziale e in modo importante, con la prospettiva, quindi, di una inevitabile riduzione o chiusura di servizi essenziali. La risposta della Regione ai Sindaci del Distretto Padova Sud al momento si risolve nella declamata speranza che la quarta ondata del contagio non ci tocchi”.

Le opposizioni, facendosi portavoce di un intero territorio, chiedono che la ripartizione dei posti letto dedicati ai casi covid sia equa e che siano date garanzie precise circa l’ospedale locale. “Regione ed Ulss devono considerare che gli Ospedali riuniti di Padova Sud sostituiscono ben quattro ospedali territoriali e servono una popolazione di n. 180.177 persone, senza considerare coloro che accedono ai servizi da fuori Distretto e da fuori Regione” si legge nell’interpellanza discussa in sede consiliare “che la popolazione del territorio ha già subito pesanti ritardi nei servizi erogati dall’individuazione del presidio di Monselice-Schiavonia come covid hospital. Si interpella il Sindaco a chiarire quali iniziative abbia assunto e abbia intenzione di assumere per evitare che gli Ospedali Riuniti Padova Sud subiscano l’ennesima iniqua distribuzione di posti letto dedicate ai malati di covid”.

Martina Toso

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