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Piove di Sacco: nuove risorse per l’eradicazione delle nutrie

Nel Padovano si calcola che possano essere presenti tra i 220 e i 250 mila esemplari di nutrie, con una concentrazione maggiore nella Bassa Padovana, da Piove di Sacco a Montagnana

Nutrie
Nutrie

“Bene la mozione approvata dal Consiglio Regionale che impegna la Giunta a trovare risorse per interventi in grado di potenziare l’attuazione delle attività eradicazione delle nutrie”. E’ questo il commento di Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova, sul provvedimento votato all’unanimità ad inizio ottobre che sottolinea una presa d’atto politica in merito alla presenza fuori controllo di questa specie invasiva. Censimenti ufficiali sulla consistenza delle nutrie non ce ne sono ma la Regione stima la presenza media di una nutria per ogni ettaro di superficie. Nel Padovano si calcola che possano essere presenti tra i 220 e i 250 mila esemplari, con una concentrazione maggiore nella Bassa padovana, da Piove di Sacco a Montagnana, lungo i corsi d’acqua e anche in tutta la zona pedecollinare.

L’impegno della Giunta regionale per salvaguardare colture e argini dall’invasione delle nutrie

“Il nuovo piano, entrato in vigore lo scorso agosto – continua Bressan – non prevedeva infatti gli aspetti economici. Era una richiesta che Coldiretti aveva presentato già l’estate scorsa, quando avevamo fatto presente che l’impegno richiesto all’agricoltore con la posa e il controllo delle trappole non è irrilevante, in termini di tempo e di costi. Inoltre per la parte che riguarda gli abbattimenti tramite catture o sparo diretto, al personale volontario, a esempio cacciatori appositamente formati, vanno riconosciuti perlomeno i costi vivi”. 

Ai danni alle colture come mais, barbabietole e grano, si aggiungono i costi supplementare per gli interventi straordinari di manutenzione agli argini dei fiumi a carico dei consorzi di bonifica.

La presa di posizione del Consiglio regionale sulla presenza fuori controllo delle nutrie incontra l’approvazione di Coldiretti Padova

“L’auspicio – conclude – è che siano prese le misure necessarie per affrontare una programmazione quinquennale con gli strumenti all’altezza”. Il nuovo piano di controllo della nutria, ricorda Coldiretti Padova, resterà in vigore fino al 31 dicembre 2025 e conferma la preferenza della cattura mediante gabbie trappola, affidate ai proprietari e conduttori dei fondi in comodato, appositamente formati, con possibilità da parte degli stessi di procedere direttamente alla soppressione del capo, anche se privi di porto d’armi, attraverso dispositivi ad aria compressa con potenza non superiore a 7.5 Joule. Resta confermata la possibilità di smaltimento dei capi catturati e abbattuti diretto in campo, nel limite di 10 capi per ettaro e per giorno, previo sotterramento. Inoltre è possibile l’abbattimento diretto con arma da fuoco, tutto l’anno e anche nelle ore notturne (in questo caso va indossato un gilet ad alta visibilità), da parte del proprietario conduttore dei fondi, in possesso di licenza di caccia e di idonea assicurazione, se appositamente formato. Questa possibilità di intervento è comunque soggetta al coordinamento dei servizi di polizia provinciale.

Alessandro Cesarato

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