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Rapisce un connazionale e poi si crea un alibi, arrestato un uomo di Abano Terme

Il motivo del sequestro, a dire della vittima, è riconducibile al rifiuto da parte sua di fornire l’esatto recapito di un altro connazionale da lui conosciuto e dal quale i due sequestratori marocchini vantavano un credito

Carabinieri Abano Terme
Carabinieri Abano Terme

Nel corso della giornata del 29 settembre 2021 i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Abano Terme, coordinati dal P.M. di turno dr. Sergio Dini, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto, per sequestro di persona, rapina, lesioni volontarie e simulazione di reato B.M.L., nato in Tunisia nel 1984, domiciliato ad Abano Terme, già noto alle forze di polizia.

Il rapimento

Nella tarda serata del giorno precedente, erano state segnalate delle grida di aiuto provenire da un casolare abbandonato di via Catajo, nel comune di Montegrotto Terme. I carabinieri hanno quindi individuato il casolare nascosto dalle sterpaglie e, una volta entrati, hanno trovato un giovane disteso a terra seminudo, con le caviglie e i polsi legati con dei lacci e uno pneumatico calato sul tronco che gli bloccava le braccia. Visibilmente provato, aveva il volto tumefatto, sanguinante e con un profondo taglio sulla spalla destra. Trasportato all’ospedale per le cure, l’uomo è stato identificato: si trattava di un 30enne, originario della Tunisia, residente a Padova.

Dopo le dimissioni, condotto in caserma, il nord africano ha riferito ai carabinieri che verso le 20 della sera del 28, mentre camminava in zona Mandriola ad Albignasego, è stato avvicinato da due suoi connazionali a bordo di un’auto. I due lo hanno incappucciato e fatto salire con forza a bordo della vettura per trasportarlo all’interno del casolare dove è stato ritrovato.
Sono stati avviati gli accertamenti per la ricerca del conducente della vettura, che in breve è stato identificato.

I motivi del sequestro

Il motivo del sequestro, a dire della vittima, è riconducibile al rifiuto da parte sua di fornire l’esatto recapito di un altro connazionale, dal quale i due sequestratori vantavano un credito.

L’autista dell’Audi, peraltro, è stato immediatamente identificato perché, allo scopo di procurarsi un alibi temendo di essere stato visto da qualcuno mentre era in atto il sequestro di persona, poco dopo avere lasciato la vittima legata nel casolare, si era presentato in caserma ad Abano Terme per denunciare di essere stato, poco prima, vittima di rapina a mano armata nella zona della Mandria. Per tale motivo è stato denunciato anche per simulazione di reato. Ora si trova nella casa circondariale di Padova. Le indagini sono ancora in corso per identificare il complice.

 

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