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Rovigo, alla scoperta dell’oasi gioiello del Wwf del Bojo della Ferriana

La provincia di Rovigo, prima delle bonifiche, era interamente ricoperta da zone umide, tra le quali i boji: risorgive di acqua fluviale

Rovigo è una città ricca di gioielli poco conosciuti e uno di questi è, senza alcun dubbio, l’oasi del WWF del Bojo della Ferriana, presso la frazione Conca di Rame. La piccola area (l’oasi si estende infatti su un territorio di appena 7 ettari, distribuiti su una strisciolina di 1 km di lunghezza), nonostante le dimensioni, racchiude innumerevoli tesori, non solo naturalistici, ma anche etnografici e storici. Passeggiare per il Bojo della Ferriana significa compiere un vero e proprio viaggio nel tempo, quando il Polesine, prima delle bonifiche, era interamente ricoperto da zone umide, tra le quali i boji, delle vere e proprie risorgive di acqua fluviale, che andavano a formare laghetti con acque particolarmente limpide e pulite. 

Un’oasi fra piante acquatiche e testuggini palustri

Oggigiorno di questi boji, un tempo molto frequenti, ne rimangono davvero pochi e queste esigue testimonianze del selvaggio passato polesano continuano ad ospitare flora e fauna incredibili e ricchissime. Le acque del bojo, particolarmente limpide, ospitano rare piante acquatiche, ormai molto rare nelle nostre zone, e la piccola riserva è anche casa di animali particolarmente rari e affascinanti: come la testuggine palustre, in via di estinzione, e la rana di Lataste, tipica delle zone palustri particolarmente ombreggiate. 

Il Wwf è disponibile per visite guidate

L’area è anche testimonianza del complicato e straordinario rapporto che lega il Polesine e i suoi abitanti all’acqua; il bojo è infatti stato preservato da un’intelligente soluzione di bonifica, che è stata in grado non solo di ricavare acqua per irrigare i campi circostanti, ma anche di preservare il patrimonio naturalistico dell’area. La piccola riserva, proprio a causa della sua unicità, è un vero e proprio lampadario di cristallo, in grado di ammaliare per la sua bellezza, ma allo stesso tempo estremamente fragile. Il bojo, per poter preservare il suo ecosistema, non è sempre visitabile, ma scolaresche e gruppi possono sempre richiedere visite guidate alla riserva, con la partecipazione di volontari del WWF, l’ente che gestisce l’area, e dell’associazione Ida Galante di Conca di Rame.

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