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Rovigo, medici in agitazione per 30mila ore non retribuite

Il tavolo fra sindacati e Ulss si è rotto sulla proposta di pagare solo mille 750 ore. Venerdì incontro conciliatorio fra medici e prefetto di Rovigo

Scontro tra sindacati di medici, veterinari e dirigenti sanitari e azienda Ulss 5 Polesana. Nell’ultimo incontro del 30 settembre si sono rotte le trattative. Tutte le sigle sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione del personale.

Straordinari pari al lavoro di 45 professionisti extra

“Dati alla mano – affermano le segreterie provinciali della dirigenza medica – nel 2020 ogni dirigente dell’area sanità ha fatto una media di 200 ore di straordinario, con punte che hanno superato le 1200 ore a singolo professionista. Tutto ciò in barba a qualsiasi norma sul diritto e sicurezza del lavoro, oltre ai rischi sanitari e professionali che ne conseguono. Questi numeri, tradotti in persone, ci rappresentano una realtà dove i medici, poco più di 400 su un organico con più di 500 dirigenti, hanno sviluppato uno straordinario pari a circa altri 45 professionisti, con carichi di lavoro estenuanti. Tutta l’attività ordinaria, per il rallentamento di questi 18 mesi, diventa un ulteriore macigno che si scarica sulle stesse persone che già hanno dovuto reggere sulle loro spalle il sistema dalla prima ondata ad oggi”.

I sindacati dei medici: “Irricevibile la proposta dell’Ulss

“La situazione dello straordinario nel 2021 non è cambiata – proseguono i sindacati – e si continuano a fare centinaia e centinaia di ore, oltre l’orario previsto. Da anni si lancia l’allarme della carenza di medici e dell’impossibilità di reperirli per assumerli. Ci raccontano di un’azienda impegnata con concorsi che vanno deserti, in quanto non soddisfa più nessuno. Alla riunione con la direzione per la contrattazione, il tavolo si è rotto sulla proposta da parte pubblica dove si proponeva, a fronte di 30mila ore fatte e non retribuite, di pagarne mille 750. Una proposta che non solo diventa irricevibile dal punto di vista contrattuale, ma la riteniamo lesiva della dignità di chi da 18 mesi sta affrontando una situazione drammatica senza precedenti. Oltre al danno a un settore messo in ginocchio dai tanti anni di tagli e che, malgrado tutto, è riuscito a far fronte alla pandemia, ora la beffa di una proposta assurda che contesteremo dal giudice del lavoro“.

I dirigenti sanitari non escludono lo sciopero in provincia di Rovigo

“La cosa grave – dicono le organizzazioni sindacali -, e che ha portato allo stato di agitazione, è che tale proposta rispecchia la mancanza di volontà ad affrontare una situazione drammatica, che viene costantemente messa sotto il tappeto. Alla direzione avevamo chiesto una seria e urgente riflessione, per un sistema che rischia il collasso e l’ingovernabilità, soprattutto in una provincia come la nostra. Il Polesine già soffre della periferizzazione, in un sistema sanitario concentrato nei grossi centri e che negli ultimi 25 anni ha desertificato e privatizzato il territorio. La risposta ricevuta al tavolo ci conferma che manca la volontà di affrontare in profondità il problema e i lavoratori dicono basta. E’ arrivato il momento delle risposte, altrimenti attiveremo tutte le iniziative, non escludendo blocco dello straordinario e sciopero, fino a quando le istituzioni non si assumeranno la responsabilità di fare le necessarie scelte, organizzative e di investimento. Diversamente dovranno assumersi la responsabilità di questa protesta, con le disastrose conseguenze su di un sistema già fragile, dove a pagarne il prezzo sarà il nostro territorio, già debole, e i cittadini che lo abitano”.

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