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Rovigo, rumori notturni vicino alla stazione, da Rfi impegno a intervenire

I residenti di Rovigo lamentano gravi disagi per la presenza di locomotive che creano, giorno e notte, rumori molesti e inquinamento

Le lamentele dei residenti di via Charugi, alle prese con rumori molesti di notte per la presenza di locomotori con motori accesi nella stazione ferroviaria di Rovigo non sono rimaste inascoltate. A riferire l’interessamento del Comune è il consigliere di minoranza Antonio Rossini, che aveva posto la questione all’attenzione dell’amministrazione con un’interrogazione.

Rossini, lista Gambardella: “Rumori molesti giorno e notte

“Un gruppo di cittadini, residenti in via Chiarugi, a ridosso della parte occidentale del confine con l’area della stazione ferroviaria di Rovigo, hanno rappresentato questi gravi disagi che si perpetuano con la presenza di locomotori che, in manovra o in stazionamento, creano per tutto l’arco della giornata, notte compresa, rumori molesti ed inquinamento dell’aria – aveva scritto Rossini -. I cittadini sostengono di aver già fatto presente, nel dicembre del 2020, la problematica alle competenti autorità comunali, e a Trenitalia, senza però avere a tutt’oggi alcun tipo di risposta. Alcuni cittadini si sono spinti, d’iniziative e a loro spese, a effettuare un test con particolari strumenti per rilevare il grado di inquinamento acustico che sembra essere oltre la soglia dei 60 decibel”.

L’assessora Merlo: “Rfi limiterà il disagio

Alla sollecitazione di intervento del consigliere ha risposto l’assessore allo sviluppo sostenibile Dina Merlo: “È stata inviata una lettera con richiesta di intervento e riscontro indirizzata a Rfi, rimarcando la necessità di interventi risolutori definitivi della problematica che si ripercuote negativamente sulla tranquillità delle persone e sulla qualità dell’ambiente circostante. La comunicazione è stata inviata per conoscenza ad Arpav, Ulss5 e per conoscenza al ministero delle infrastrutture e mobilità sostenibile e alla prefettura. In data 28 settembre è pervenuto da Rfi la risposta, che riportava gli estremi dell’impresa ferroviaria che svolge attività merci utilizzando matrici a trazione termica. Rfi dichiara di aver intrapreso contatti con tale impresa per concordare modalità organizzative dell’attività che possano limitare il disagio arrecato alle zone limitrofe, posizionando i locomotori in attesa del servizio in una zona della stazione più lontana dalle abitazioni”.

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