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Ulss 3 Serenissima, la storia di Imad: “Io, primo vero allergico al vaccino a vaccinarmi contro il Covid”

Ulss 3 Serenissima: Allergia al vaccino, la storia di Imad che ha deciso di immunizzarsi comunque sotto osservazione all’ospedale dell’Angelo

Imad e i medici dell'Ulss 3 Serenissima dell'ospedale dell'Angelo
Imad e i medici dell’Ulss 3 Serenissima dell’ospedale dell’Angelo

Quando ha scoperto di essere tra le tre persone ogni milione a rischiare una reazione allergica al vaccino contro il Covid, gli amici gli hanno detto di lasciar perdere. Ma Imad Rouita il vaccino lo ha voluto a tutti i costi e lo ha ottenuto senza un solo effetto indesiderato con la “vaccinazione frazionata” in ambiente ospedaliero. “Mi sono affidato alla scienza, e ora quei miei amici che non si sono vaccinati per paura, pur essendo invece idonei, ci stanno ripensando”.

Imad ha deciso di immunizzarsi sotto osservazione all’Angelo: il primo ospedale ad aver già vaccinato in ambito protetto due soggetti allergici all’eccipiente del vaccino. Nessuno dei due pazienti ha riscontrato effetti collaterali, grazie alla tecnica della “vaccinazione frazionata”. Tra pochi giorni sarà il turno di un terzo paziente risultato positivo all’allergene presente nel vaccino, che ha insistito per procedere comunque alla vaccinazione sotto osservazione.

Chi è realmente allergico al vaccino

Ma del migliaio di utenti (provenienti anche fuori dal territorio dell’Ulss 3) con sospetta allergia, che chiedono comunque di vaccinarsi, solo quattro di questi, dopo i test allergologici fatti all’Angelo, sono risultati realmente positivi all’eccipiente presente nel vaccino. Hanno tra i 20 e i 50 anni d’età. L’eccipiente si chiama polietilenglicole (Peg), ed è l’unico elemento presente nel vaccino mRna (Pfizer e Moderna) riconosciuto ad oggi come potenziale allergene. Si tratta di un “ingrediente” che serve a stabilizzare la molecola del farmaco ed è presente in una quantità microscopica all’interno del vaccino.

Tre dei quattro allergici vogliono vaccinarsi comunque

Tre dei quattro pazienti risultati realmente allergici a questo eccipiente del vaccino, hanno comunque richiesto ai medici una modalità sicura per potersi vaccinare, e l’allergologo mestrino Andrea Zancanaro l’ha proposta: “Secondo la letteratura internazionale la causa principale delle rarissime reazioni anafilattiche al vaccino (tre su un milione) è proprio all’eccipiente Peg, che è diffuso in molti farmaci – spiega lo specialista di Medicina interna dell’Angelo -. Rappresenta ad esempio il principale ingrediente di un lassativo ampiamente diffuso in ambito ospedaliero, anche per la preparazione degli esami in endoscopia. Gli allergici veri, considerati tali a questo allergene del vaccino, sono una frazione irrisoria”.

Come funziona la vaccinazione frazionata

Ma per loro l’allergologia fornisce oggi una via d’uscita: “Abbiamo proposto con successo la “vaccinazione frazionata” – continua il medico -. Con questa modalità, ogni dose viene divisa in tre iniezioni somministrate in ambito ospedaliero a distanza di 20 minuti l’una dall’altra. Il paziente resta poi in osservazione per un’ora. L’efficacia è uguale, ma la tollerabilità è molto più alta. Siamo sicuramente i primi del Triveneto a proporla a chi ha l’allergia alle componenti del vaccino. Non ho sentito parlare finora di cose simili, nemmeno in altre parti d’Italia”.

La storia di Imad, primo allergico a vaccinarsi

La storia di Imad
La storia di Imad

Il primo è stato Imad Rouita. Veneziano, 27 anni. Fa lo sviluppatore informatico. Si è presentato al centro vaccinale di Mirano il 23 luglio per la prima dose del vaccino. Durante l’anamnesi ha riferito al medico vaccinatore di aver avuto in passato una reazione allergica al famoso lassativo contenente il Peg. Il medico gli ha detto che prima di essere vaccinato avrebbe allora dovuto andare dallo specialista per verificare la presenza e l’intensità di questa allergia.

“E così ho fatto – ricorda Imad -. Sono andato dal medico di base che mi ha fatto la prescrizione per la visita allergologica. Mi sono poi recato all’Angelo e il dottor Zancanaro, dopo il test, mi ha diagnosticato l’allergia al Peg. Non mi rassegnavo. ‘Io voglio vaccinarmi dottore’, gli ho detto. E lui mi ha proposto la vaccinazione frazionata”.

Il 23 agosto Imad ha fatto così la prima dose di Pfizer al pronto soccorso dell’ospedale, divisa in tre iniezioni. “Nessuna reazione, nessun fastidio”. Due settimane fa ha fatto sempre lì la seconda dose, ancora una volta frazionata in tre parti. “Anche qui, nessun disturbo. Sono grato ai medici e alla scienza. Grazie a loro anche io sono protetto. Non sono stato forzato da nessuno, anzi. I miei amici mi dicevano di no, i miei genitori di sì, i medici mi hanno lasciato libero. Io volevo farmi subito il vaccino. Poi il pericolo di una reazione allergica mi ha per un attimo intimorito. Però con il monitoraggio fatto qui, ero sicuro che non mi sarebbe successo niente. Ai no vax e agli indecisi dico: vi ho dimostrato che le vostre paure sono infondate. Vale davvero la pena rischiare di non proteggersi?”

“Altro che no vax – dice il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima Edgardo Contato -, questo dimostra che chi è davvero allergico al vaccino, non solo si vuole vaccinare, ma nel nostro ospedale hub lo può fare in sicurezza e senza reazioni avverse. Persone come Imad sono simbolo della generosità verso l’intera comunità: superano la paura, i pregiudizi e gli ostacoli che incontrano lungo la strada, affidandosi alla medicina. Questi dati ci insegnano non solo che la vera controindicazione al vaccino ha un’incidenza irrisoria, ma che anche questa controindicazione può essere superata con l’aiuto della scienza”.

Come l’ambulatorio di allergologia dell’angelo individua gli allergici al vaccino

Da mesi arrivano all’ambulatorio di allergologia con regolare prescrizione medica due tipologie di pazienti: quelli che potrebbero presentare delle controindicazioni alla somministrazione del vaccino su valutazione del medico di famiglia o del medico vaccinatore del centro vaccinale, e quindi non ancora vaccinati, oppure i pazienti che hanno avuto una qualsiasi reazione indesiderata dopo la prima dose (che potrebbe essere di natura organica o psicosomatica). A questo punto i pazienti hanno la possibilità di indagare la sospetta allergia con il test intradermico, fatto in ambulatorio all’ospedale dell’Angelo.

Da inizio campagna vaccinale si sono presentati circa un migliaio di utenti, che occupano ormai la stragrande maggioranza dell’attività di allergologia.

Non solo allergici al vaccino, vaccinazione frazionata anche per chi ha paura

“Li valutiamo nel nostro Ambulatorio di allergologia e immunologia clinica e identifichiamo chi è effettivamente allergico – spiega il primario di Medicina interna dell’ospedale dell’Angelo Fabio Presotto -. La quasi totalità di chi presenta una qualsiasi allergia, non è allergico all’eccipiente Peg e quindi tollera bene il vaccino. Sono persone che hanno espresso il forte desiderio di essere vaccinate comunque, nonostante persista in loro il timore di avere reazioni avverse. Abbiamo raccolto anche questi fabbisogni e siamo riusciti gradualmente a vaccinarle in ambiente protetto ospedaliero”.

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