lunedì, 15 Agosto 2022

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    HomeVicentinoBassanoUn "Notes" porta la ginecologia dell'ospedale di Bassano all'avanguardia nel Nordest

    Un “Notes” porta la ginecologia dell’ospedale di Bassano all’avanguardia nel Nordest

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    Un approccio mininvasivo che non lascia cicatrici e consente dimissioni più rapide

    Il dottor Roberto Rulli, primario di ostetricia al San Bassiano

    Si chiama “Notes”, acronimo di Natural Orifice Transluminal Endoscopic Surgery, chirurgia endoscopica transluminare attraverso orifizi naturali: è una metodica di intervento estremamente innovativa, che valorizza il concetto di privilegiare dove possibile un approccio di tipo mininvasivo. E da oggi è un elemento di distinzione in più per il reparto di ostetricia e ginecologia del San Bassiano, che insieme all’azienda ospedaliera di Verona è l’unico in tutto il triveneto a utilizzarla.

    I primi interventi, al San Bassiano, sono stati eseguiti con successo su due pazienti che sono già state dimesse. A spiegare i vantaggi di questa tecnica è il dott. Roberto Rulli, direttore di Ostetricia e Ginecologia, che ha personalmente eseguito gli interventi: «Il principio è quello tipico dell’endoscopia, cioé si utilizzano cavità naturali dell’organismo, in questo caso però per interventi normalmente eseguiti con metodiche chirurgiche.

    È una tecnica particolarmente adatta alla chirurgia ginecologica in quanto si può procedere per via transvaginale, dimostrandosi molto efficace per alcune tipologie di intervento, in particolare per l’asportazione dell’utero e delle ovaie, oppure per la rimozione di cisti ovariche. Nel primo caso il beneficio principale, rispetto alla chirurgia laparoscopica, dove come noto si procede attraverso 3 o 4 piccole incisioni sull’addome, consiste in tempi di recupero post intervento ancora più rapidi: generalmente le pazienti possono essere dimesse già il giorno dopo.

    Un altro aspetto molto apprezzato dalle pazienti è il fatto che, non essendoci alcuna incisione superficiale, la procedura non lascia alcun tipo di cicatrice, mentre dopo un intervento di chirurgia laparoscopica rimangono comunque tre o quattro segni sull’addome”.

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