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Vicenza, accordo tra Comune e Guardia di finanza per scovare i furbetti del bonus covid

Il Comune di Vicenza ha erogato 2,5 milioni di euro in bonus Covid e chiede alla Finanza controlli

Il sindaco Rucco, l’assessore Albiero e il comandante della Finanza, Cosmo Virgilio

Il Comune ha distribuito 2.5 milioni di euro per l’emergenza covid. E ha stretto un patto con la Guardia di finanza per scovare gli eventuali “furbetti” dei bonus, ma non solo. Per questo motivo Comune e Guardia di finanza hanno sottoscritto un accordo per “rafforzare il sistema di prevenzione e contrasto delle condotte lesive degli interessi economici e finanziari pubblici connessi alle misure di sostegno e incentivo”.

Ad illustrarne i contenuti sono stati il sindaco Francesco Rucco, l’assessore Roberta Albiero e il comandante provinciale della Guardia di Finanza, il colonnello Cosmo Virgilio.

“In questi ultimi 20 mesi di pandemia abbiamo dedicato specifiche risorse all’aiuto e al sostegno delle persone in difficoltà – ha detto il sindaco – e molte sono state le prestazioni erogate ai cittadini basate sull’autocertificazione e sulla relativa assunzione di responsabilità da parte di chi le ha sottoscritte. Riteniamo corretto, quindi, avviare specifici controlli per individuare chi avesse approfittato della situazione a danno di chi ne aveva veramente bisogno”.

L’accordo fra Comune di Vicenza e Finanza dura tre anni

In base all’accordo, il Comune metterà a disposizione della Guardia di Finanza dati, notizie, informazioni relative ai beneficiari delle misure di sostegno già erogate, eventualmente anche consentendo, in prospettiva futura, il collegamento alle proprie banche dati, e potrà segnalare le misure e i contesti su cui ritiene opportuno siano indirizzate attività di analisi e approfondimento da parte delle Fiamme gialle.

In questo modo non solo sarà possibile incrociare i dati a disposizione di Comune e Guardia di Finanza, e far emergere eventuali difformità, ad esempio, tra le autocertificazioni per la richiesta di benefici e le dichiarazioni dei redditi, ma è prevista anche l’organizzazione di incontri di formazione a favore del rispettivo personale per consolidare procedure operative e di cooperazione efficaci tra i due enti.

L’accordo ha la durata di tre anni, eventualmente prorogabili.

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