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Vicenza, alleanza tra Provincia e Ispettorato del lavoro contro le dimissioni per maternità

La consigliera di parità Lazzari: “Il numero è ancora molto alto, circa 2.200 all’anno nel Vicentino”

Francesca Lazzari e Andrea Moglie, responsabile dell’Ispettorato del lavoro di Vicenza

L’ufficio della consigliera di parità, che ha sede in Provincia e fa capo a Francesca Lazzari, già docente universitaria di economia a Venezia, ha stretto un protocollo di intesa con l’Ispettorato del lavoro per contrastare le discriminazioni di genere. “Un protocollo – spiega Lazzari – a tutela del diritto di ogni lavoratrice, e più in generale di ogni lavoratore, a non dovere rinunciare ad un lavoro all’arrivo di un figlio o quando si constata  la difficoltà di gestire un bambino. Il tema è quello della conciliazione e condivisione dei tempi di vita e di lavoro. Tema che in Italia evidenzia ancora molte criticità. Purtroppo”.

I dati sono allarmanti. Sono state contate oltre 50 dimissioni per maternità alla settimana durante la pandemia: è questo il dato che ha messo in allarme la consigliera di parità e che l’ha spinta a prendere contatti con l’Ispettorato Territoriale del Lavoro. Un contatto proficuo, tanto da diventare un protocollo di intesa sottoscritto nella sede della Provincia di Vicenza tra la consigliera Lazzari e Andrea Moglie, responsabile dell’Ispettorato del Lavoro di Vicenza.

“I numeri parlano chiaro – sottolinea Lazzari – Nel 2019 si contavano una media di 50 dimissioni alla settimana di genitori, perlopiù madri, con figli da 0 a 3 anni. Il che vuol dire circa 2600 all’anno. Nel 2020 la banca dati dell’Ispettorato del Lavoro di Vicenza registra dati in miglioramento, con un totale di 2.220 dimissioni, pari a quasi 42 a settimana. Bene il calo, malissimo che il numero rimanga ancora molto alto”.

Le dimissioni sono quelle di donne tra i 30 e 44 anni, che sono impiegate o operaie

“L’importanza di questo protocollo d’intesa – commenta Moglie – è di offrire uno strumento di collaborazione tra l’organo deputato a ricevere le convalide di dimissioni per i figli sotto i tre anni e a verificare il rispetto delle norme a tutela dei lavoratori , cioè l’Ispettorato al Lavoro, e il soggetto che sul territorio tutela le lavoratrici e i lavoratori contro le discriminazioni di genere, con compito di promuovere e controllare l’attuazione dei principi sul luogo di lavoro, cioè la consigliera di parità. Oltre a fornire un flusso continuo e periodico di informazioni, l’Ispettorato si impegna a inviare alla Consigliera anche i casi di rilevata gravità, in modo da intervenire con provvedimenti specifici.”

Oltre il 94% dei casi di abbandono del lavoro a motivo dei figli riguardano le madri. ll 75% circa dei provvedimenti di convalida delle dimissioni riguardano lavoratrici e lavoratori di età compresa tra i 29 e 44 anni . La maggiore concentrazione dei provvedimenti ha riguardato la fascia di età tra i 34 e 44 anni, vale a dire di lavoratori e lavoratrici nel pieno delle potenzialità lavorative.

Sul complesso dei richiedenti il provvedimento, circa il 60% ha un solo figlio, il 30% due figli e il 10% più di due figli.

L’età del figlio che più incide in questo fenomeno è quella fino ad un anno, evidenziando la prevalenza dell’esigenza di primo accudimento.

Nel 2020 la maggior parte dei provvedimenti di convalida riguarda lavoratrici e lavoratori con qualifica di impiegato e di operaio, che rappresentano circa il 90% delle dimissioni /risoluzioni convalidate. Percentuale sostanzialmente in linea con quella registrata nel corso del 2019.

In entrambe le qualifiche, la netta prevalenza è costituita da lavoratrici madri, pari all’84% degli impiegati (a fronte del 16% rappresentato dagli uomini) e al 71% degli operai (a fronte del 29% costituito da uomini).

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