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Vicenza, i consumi di energia delle aziende non hanno raggiunto i livelli pre-pandemia

Cavion: “Meno energia significa meno lavoro delle aziende”

Che la ripresa sia un dato di fatto, perlomeno rispetto al 2020, è sotto gli occhi di tutti, ma si può parlare di una reale ripresa economica tenendo come riferimento i dati del primo anno di covid? Oppure si devono confrontare dati e informazione di oggi e
quindi del 2021 rispetto a quelli pre pandemici? È proprio sulla base di questa considerazione che il consueto Osservatorio trimestrale sui consumi di energia elettrica del Caem, il consorzio di riferimento per Confartigianato Vicenza per le forniture di energia elettrica e gas, con dati reali e riferiti soprattutto alle piccole imprese, rileva che non sono ancora stati recuperati i livelli di consumi di energia elettrica pre-pandemia.

“Siamo ancora sotto nel secondo trimestre, come nel primo”

Gianluca Cavion, presidente provinciale di Confartigianato

I dati rilevati dai consumi effettivi di energia elettrica analizzati su un campione di 4.438 imprese evidenziano nel secondo trimestre 2021 un calo del -2,4% rispetto a quelli dello stesso periodo del 2019. “Come era prevedibile – commenta Gianluca Cavion, presidente di Confartigianato Vicenza – nel secondo trimestre 2021 è stato riscontrato dall’osservatorio del Caem un forte incremento tendenziale dei consumi di energia elettrica con un +26,3% rispetto al secondo trimestre 2020. In effetti, ci aspettavamo un risultato positivo dei consumi elettrici anche perché nel periodo marzo-giugno 2020, con il lockdown, molte
imprese avevano momentaneamente sospeso la loro attività. Prendiamo invece atto che i livelli di consumo pre-pandemici, anche per questo secondo trimestre, non sono stati raggiunti, e si aggiungono al -2,3% di consumi di energia del primo trimestre 2021 rispetto a quello del 2019”.

“Purtroppo – prende atto Cavion – siamo ancora in sofferenza in alcuni settori come l’abbigliamento e i servizi: meno energia equivale a meno lavoro, cui aggiungiamo il problema del forte aumento del costo delle materie prime, incluso quello spropositato dell’energia elettrica stessa che negli ultimi 9 mesi ha visto aumentare il PUN – riferito
alla borsa elettrica del 155%”.

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