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Alessio Greguoldo racconta la perla del Delta

L’allevatore di ostriche rosa di Scardovari ha partecipato a un evento voluto dal Presidente del Lions Club Rossano Doati

Rossano Doati e Alessio Greguoldo

Alessio Greguoldo, l’allevatore di ostriche rosa prodotte nella Sacca degli Scardovari, racconta della perla del Delta in una conviviale del Lions Club “Contarina-Delta Po”. Un evento voluto dal Presidente del Lions Club Rossano Doati che, un anno fa,  aveva deciso di condurre il Club in un viaggio attraverso il territorio, con le sue opportunità e le sue criticità, per far conoscere e nello stesso rispondere ad una domanda insistente: c’è spazio di lavoro per i nostri giovani, così che non si vedano costretti a lasciare il nostro amato Delta per cercare fortuna altrove?

“Per me tutto è cominciato da un incontro con Florent Tarbouriech, già esperto allevatore, giunto nel Delta del Po per illustrarci la sua invenzione di un metodo nuovo di coltivare ostriche in Francia: e sono stato letteralmente catturato dal suo carisma e dal fuoco che emanavano i suoi occhi – ha raccontato Greguoldo -. Ma anche un grande esperto non avrebbe ottenuto questi risultati se non ci fosse stato un ambiente integro come la Sacca degli Scardovari, non compromesso dall’acqua del Po né da scarichi di fabbriche, caratterizzato da una spiccata biodiversità e ormai da anni riconosciuto  come Riserva della biosfera Mab Unesco: “tre elementi che fanno la differenza, come ha dovuto riconoscere lo stesso Tarbouriech, rispetto alle più blasonate e diffuse ostriche francesi, al punto che oggi io e lui, per la produzione in Italia delle ostriche rosa, siamo soci”.

“Dopo l’incontro fatale – ha proseguito Greguoldo – abbiamo fatto sei anni di test, prima di arrivare al primo impianto, cui poi ne sono seguiti due ed altri ancora: in tutto sei impianti e cinque giovani collaboratori dipendenti. Oggi arriva gente nel Delta proprio per assaggiare le nostre ostriche, i media ci cercano per avere interviste e anticipazioni, chef stellati arrivano qui personalmente per verificarne le caratteristiche nutrizionali e il gusto, il tutto con ricadute positive non solo la per mia azienda ma per l’intero Delta del Po”.

“Vi risparmiamo le specifiche tecniche per allevare queste ostriche (rosa grazie ai riflessi dei raggi di sole che prendono nella fase di emersione), – commenta il presidente Rossano Doati – anche se forse non dispiacerà alle gentili signore sapere che si è anche cominciato a trovare qualche piccola perla al loro interno; né vogliamo entrare nei dettagli del loro gusto decisamente dolce, o della forma compatta e della consistenza al palato né, ancora, della tecnologia adottata, che riesce letteralmente a simulare delle maree artificiali che sono alla base di questa meraviglia del palato, usando peraltro impianti ecosostenibili alimentati da energia rinnovabile. Diremo, per una volta con orgoglio tutto italiano, che abbiamo capovolto una realtà che pareva indiscutibile, con l’ostrica italiana che sta gradualmente soppiantando anche all’estero la apparentemente imbattibile ostrica francese”.

Guendalina Ferro

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