domenica, 14 Agosto 2022

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    HomeVenetoAttualitàBilancio, Lorenzoni: “Senza visione sul futuro del Veneto”

    Bilancio, Lorenzoni: “Senza visione sul futuro del Veneto”

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    Discussione accesa in consiglio regionale del Veneto impegnato nella discussione del bilancio. Arturo Lorenzoni (portavoce opposizione) attacca.

    “Ho apprezzato molto la presenza del presidente Zaia oggi in aula, dopo oltre un anno dalla votazione sulla Giunta. È evidente l’importanza del momento programmatorio per il prossimo triennio. Ma al documento di programmazione 2022-24 mancano visione politica sul futuro del Veneto e capacità di indirizzo”. Così Arturo Lorenzoni, portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale, si esprime in merito al Documento di economia e finanzia regionale 2022-24 che fa da cornice alla manovra di bilancio, da oggi in discussione in Consiglio regionale.

    Il presidente Zaia ha avuto un atteggiamento di ascolto, che certamente abbiamo apprezzato. Forse confrontandoci più spesso aiuteremmo maggiormente i cittadini – premette Lorenzoni – Quanto al documento di programmazione, nella sua parte introduttiva, è condivisibile e ottimamente strutturato, allineato con gli obiettivi proposti dall’UE. Tuttavia, l’analisi diventa ostica e deludente quando si passa alla fase attuativa: manca del tutto di capacità di guidare i processi. Ritengo che vadano denunciati con forza i limiti di una politica del lasciar fare, che non incide e sceglie invece di assecondare. Fortunatamente, ci sono reti sociali solide, capaci di dare delle risposte. Non basta, però, per spingere la competitività dell’economia e la prosperità di chi vive in Veneto. I momenti di forte cambiamento, quali quelli attuali, vanno guidati”.

    “Non condivido la nota polemica del presidente Zaia verso il Governo – affonda il portavoce dell’opposizione – che sarebbe colpevole di non aver coinvolto le Regioni nel processo di spesa per il Pnrr. Se la capacità di interpretare concretamente gli obiettivi del Piano è quella presente nel Defr, bene ha fatto l’esecutivo: alla Regione stessa, come agli enti sotto ordinati, spetta il compito di mettere in atto le scelte governative”.

    Bilancio Veneto, Lorenzoni: “C’è un altro Veneto rispetto a quello ‘eccellente’ di Zaia”

    “Molte delle “latitanze” del bilancio in fase di discussione sono state giustificate col fatto che l’amministrazione veneta ha scelto di non applicare l’addizionale regionale Irpef – prosegue Lorenzoni – Confrontando gli introiti pro capite di questa imposta, scopriamo che il Veneto è a metà classifica per entrate da addizionali regionali pro capite, con una media di 292,33 euro (con una variabilità tra i 450 e i 114 euro pro capite, secondo i  dati MEF elaborati da Confprofessioni, 2015). “Non sembra si possa invocare la mancanza dell’addizionale Irpef per giustificare l’assenza di servizi forniti ai cittadini – spiega Lorenzoni – Fatico a pensare sia corretta la stima che ha espresso il Presidente, secondo il quale il Veneto non esige il 99% del 1,146 miliardi che potrebbe chiedere. Saremmo molto più lontani dalla media nazionale, e fatico a giustificare il fatto che otto Regioni abbiano entrate pro capite inferiori al Veneto”. Per Lorenzoni, invece, sarebbe utile applicare l’1,23% di addizionale regionale Irpef: “Le tasse servono per garantire i servizi ai cittadini, si abbia il coraggio di dirlo, proprio per non dare una valenza negativa al pagamento delle tasse”.

    Per quanto riguarda i primati veneti citati da Zaia, Lorenzoni ricorda anche quelli negativi: il tasso di emigrazione dei giovani, la contrazione della popolazione, la spesa per la cultura, il numero di medici di base per unità di popolazione, gli indici di consumo di suolo, la spesa pubblica per la ricerca, l’abbandono scolastico, classifica nella quale il Veneto occupa il settimo posto. “C’è un altro Veneto – ha concluso, anticipando le linee guida della manovra emendativa dell’opposizione – rispetto a quello eccellente, vincente e connesso narrato oggi. Riconosciamolo, per dare risposte efficaci alle necessità. Capisco che raccontando il bello si ottenga il consenso, ma esiste pure l’altra faccia della medaglia: persone, famiglie e imprese in difficoltà. Dimostriamo che l’azione politica è responsabile e che è volta a migliorare la qualità della vita, di tutti”.

     

     

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