venerdì, 28 Gennaio 2022
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    Grafica Veneta, Fiom Cgil Padova: “Una vertenza fra le più gravi mai affrontate prima”

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    Grafica Veneta, Fiom Cgil Padova: “Un’inchiesta che ha rivelato un gravissimo fenomeno di caporalato, di violenza e di schiavismo”

    Fiom Cgil Padova
    Fiom Cgil Padova

    Volge al termine la vicenda che ha coinvolto Grafica Veneta e c’è chi, come il presidente del colosso di stampa di Trebaseleghe, Fabio Franceschi, si ritiene totalmente estraneo al caso sul presunto caporalato che ha visto coinvolti alcuni lavoratori pakistani che prestavano in somministrazione servizio di imballaggi. Di tutt’altro avviso sono le OO.SS. CGIL per le quali questa vertenza è una “fra le più gravi mai affrontate prima”.

    “Partiamo dal fatto che questa controversia dura da diversi mesiesordisce Loris Scarpa, Segretario generale Fiom Cgil Padovae non ha mai visto Franceschi fra i protagonisti della delegazione aziendale. Inoltre in “epoca Covid” non sapere chi sta lavorando nel proprio stabilimento, è per noi un fatto grave al limite della legalità. Queste prime due evidenze non giustificano il vittimismo di Franceschi, ma pretenderebbero, invece, una sua assunzione di responsabilità, soprattutto perché con il patteggiamento non vi è stata assoluzione e nemmeno innocenza, ma ammissione di colpevolezza e ricordiamo, inoltre, che il patteggiamento economico al posto della pena è un privilegio, per noi discutibile, concesso a pochi nel nostro Paese”.

    Dello stesso tenore è anche Aldo Marturano, segretario generale Cgil Padova, secondo il quale,per un’azienda come Grafica Veneta leader nazionale ed internazionalenel campo dell’editoria, si è “fatto prevalere il profitto sulla legalità e sulla dignità delle persone”.

    “Un’inchiesta che ha rivelato un gravissimo fenomeno di caporalato, di violenza e di schiavismo. Quei lavoratori non solo subivanoangheriespiega Marturano –  da chi li ricattava fino al punto di privarli della libertà, ma si vedevano sottratti dei più elementaridiritti anche dentro i locali dell’azienda di Trebaseleghe.Il titolare di un’impresa leader del mercato dell’editoria a livello nazionale e internazionale, che ha visto duedei suoi più importanti collaboratori prima subire severe misure cautelari e poi chiedere il patteggiamento sulle accuse avanzate dalla procura di Padova, dovrebbe innanzitutto scusarsi: nella migliore delle ipotesi, peromessa vigilanza sulla qualità e serietà delle ditte in appalto e a proposito di quanto accadeva nella sua stessaimpresa; nella peggiore, per aver fatto prevalere il profitto sulla legalità e sulla dignità delle persone. E dopoessersi scusato, tentare di rimediare all’enormità di quanto accaduto dando un’opportunità di riscatto allevittime di reati odiosi”.

    Per Fiom Cgil Padova, l’impresa dev’essere intesa come collettività, aperta verso l’esterno e con responsabilità sociale e non come espressione unica del suo proprietario che, in questo caso, tende a cambiare la realtà dei fatti come più gli aggrada. Una per tutte che la vertenza sia definitivamente chiusaperché così non è, quanto meno sotto il profilo giuslavoristico.

    “Non lasceremo nulla di intentato per far valere fino in fondo i diritti di persone che hanno come unicacolpa quella di essere in un tale stato di necessità da cadere facili prede di personaggi senza scrupoli”.Conclude il segretario generale Cgil Padova.

    Endriu Salvalaggio

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