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Ipotesi di fusione dei Comuni per Porto Viro e Rosolina

Fusione tra Porto Viro e Rosolina? Per ora è solo un’ipotesi, ma vede favorevoli alcuni esponenti dei due Comuni

Fusione tra Porto Viro e Rosolina
Fusione tra Porto Viro e Rosolina

È un tema che attira e crea perplessità allo stesso tempo, quello della fusione tra comuni, e che se da un lato mira a incentivi statali e potenziamento di servizi, dall’altro può fermarsi di fronte a vecchi e superati campanilismi. L’esempio di Porto Viro, rinata dalla fusione di Donada e Contarina nel 1995 – tra i primissimi a livello nazionale dal Dopoguerra – ha di certo fatto scuola, talvolta anche oltre i confini regionali. Ed ora la prospettiva di fusione dei due comuni costieri del Delta piace bipartisan al mondo della politica, anche in un’ottica di potenziamento ed arricchimento dell’offerta turistica.

Ne parla Enrico Bonafè, coordinatore comunale portovirese e responsabile provinciale del dipartimento ambiente e territorio di Forza Italia: “Colgo l’occasione per congratularmi con il sindaco Michele Grossato e tutta la sua squadra: in merito alla fusione, la volontà sembra esserci da ambo le parti, i cittadini ne parlano con entusiasmo ed è opportuno approfittare delle condizioni favorevoli per iniziare il percorso. Le due città, tra l’altro, rinnovano le amministrazioni a poca distanza l’una dall’altra e i nuovi sindaci devono prendersi l’impegno di fare da apripista, un po’ come è successo con Contarina e Donada. La città che nasce da Rosolina e Porto Viro ha tutte le carte in regola per essere eletta capitale del Delta e fin da subito, affinché non si smorzino gli entusiasmi e la proposta vada dimenticata, bisogna iniziare ad informare la cittadinanza su tutti i vantaggi che ne deriverebbero”.

Anche Federico Cattin, coordinatore comunale dei giovani e responsabile provinciale del dipartimento turismo per gli azzurri, si esprime a favore: “Rosolina e Porto Viro possono dare molto a tutto il territorio del Delta in materia di turismo. Da portovirese, ho vissuto in prima persona tutti i vantaggi che una fusione può portare e non posso che plaudire ad una iniziativa del genere. La città unificata supererebbe i 20mila abitanti, e potrebbe arricchire la sua offerta nei servizi e nelle strutture, raggiungendo oltre 15km di spiagge attrezzate. In un’ottica infrastrutturale, poi, sul territorio si potrebbe incentivare la realizzazione di agriturismi, che si inseriscono perfettamente nella dinamica del cosiddetto ‘turismo lento’. Tutto questo significa maggiori opportunità di lavoro e maggiori opportunità imprenditoriali: finalmente si realizzerebbe la famosa e tanto acclamata vocazione turistica di queste zone. Già con il riconoscimento MaB Unesco, il Delta del Po può essere riconosciuto a livello internazionale e in più scopriamo di anno in anno che sempre più personaggi dello spettacolo scelgono il nostro territorio per trascorrere le vacanze”.

Anche il vicesindaco di Porto Viro Doriano Mancin vede di buon occhio un’ipotetica unione allargando ancora di più il campo dell’ipotetico: “L’idea di fondere più comuni personalmente l’ho lanciata qualche anno fa – dice – vista l’esperienza di Porto Viro che nasce nel 1995, al motto de ‘L’unione fa la forza’ perché non provare a pensare ad un unico comune tra Porto Viro, Rosolina ed anche Loreo? Il territorio è già unito, tra Po e Adige, e con 24 mila abitanti saremmo il secondo comune della provincia.Lo stato premia con importanti fondi i comuni che compiono queste iniziative.Porto Viro si caratterizza per copiose attività produttive, Rosolina per un fiorente turismo e Loreo per la sua antica storia; vedo tanti vantaggi per i cittadini e tanti risparmi nei servizi. Certo deve passare un referendum e giustamente sono i cittadini che decidono: credo comunque nella bontà di un’idea che guarda avanti e ancora tutta da sviluppare”.

Fabio Pregnolato

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