giovedì, 30 Giugno 2022

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    La fusione, l’unica via per avere un po’ di luce per il basso Veneziano

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    Il sindaco Aggio: “Suggerisco di valutare anche Chioggia. Cona è più vicina alla Saccisica, sarebbe più normale un accorpamento con Agna e Correzzola”

    Fusione Cavarzere-Cona
    Fusione Cavarzere-Cona

    La tanto acclamata unione d’intenti tra sindaci dello stesso colore politico per il basso Veneziano mostra fin d’ora qualche incrinatura quando sul piatto viene messo un tema chiave come quello della fusione. Il sondaggio di Cona, infatti, sembra porre le amministrazioni su fronti opposti.

    Partiamo dai numeri: lo scorso ottobre si è svolto un sondaggio cui hanno preso parte 256 su 2469 cittadini che hanno diritto al voto, cioè il 10,26%. Hanno vinto i contrari a qualsiasi ipotesi di fusione: 178 voti pari al 69,53%, seguiti dai contrari alla fusione con il Comune di Cavarzere, ma favorevoli a fusione con altro o altri Comuni (60 voti pari al 23,43%). Il numero dei favorevoli alla fusione con Cavarzere si è fermato a 14 voti pari al 5,46%. 4 i voti nulli.

    Drastico il commento del primo cittadino di Cavarzere Pierfrancesco Munari davanti a questo risultato: “È stata più che altro una consultazione in bar tra amici – polemizza -. In 7 giorni non si può informare la cittadinanza su un progetto così complesso. Io lo studio da anni e l’esito di sondaggio fatto così, mandando a votare poco più di 200 persone, significa che davvero è stata fatta una cosa circoscritta e non pubblicizzata. È come se a Cavarzere facessi un referendum e invitassi solo la mia sezione, visto che ho 200 sostenitori, e dicessi “Ecco questo è il dato che Cavarzere vuole”. Non è così”. Quindi, sul futuro, insiste: “Noi faremo la nostra strada e se gli amici di Cona sapranno recepirla ben venga un sondaggio fatto seriamente, concretamente, informando e facendo passare il messaggio che è l’unica via per avere un po’ di luce in fondo al tunnel per questi territori”.

    Informato delle parole di Munari, Aggio risponde così: “Forse è la prima volta che nel Comune di Cona viene fatto un sondaggio aperto a tutta la cittadinanza e il fatto che siano venuti in pochi probabilmente vuol dire che il tema non è sentito”. E aggiunge: “Non si può pensare che la luce in fondo al tunnel per il basso Veneziano sia riconducibile solo a una questione economica e con benefici limitati a qualche anno di durata dei fondi. Ci vogliono riflessioni più ampie, infrastrutture”.

    Posizioni ben diverse, quindi. E se si fa notare che a Cavarzere c’è ora un assessore, Parisotto, concentrato sull’ottenimento dell’obiettivo della fusione, Aggio risponde: “Suggerisco di valutare una fusione anche con Chioggia. Perché è tirata fuori dai giochi? E se qualcuno pensa che sia ottuso campanilismo il mio, faccio presente che Cona è più vicina alla Saccisica e quindi un accorpamento più normale sarebbe con i Comuni del padovano come Agna o Correzzola, anche se questa opzione prevede un iter diverso e più lungo”.

    Su questo tema si registra, d’altro canto, la vicinanza del gruppo di Intesa per Cona, con Antonio Bottin che commenta così in piena sintonia con il sindaco Aggio: “Lo sviluppo dell’area meridionale della città Metropolitana di Venezia non avviene certo con i fondi della fusione del Comune di Cona, ma migliorando le infrastrutture relative alla viabilità con l’avvio della Romea commerciale, della sua bretella con Chioggia e dal potenziamento della rete ferroviaria leggera. Chiediamo quindi al sindaco di Cona di farsi promotore verso i colleghi di Cavarzere e Chioggia per proporre e condividere progetti per lo sviluppo dell’area sud della provincia di Venezia da finanziare con i fondi del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza)”.

    Giorgia Gay

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