sabato, 25 Giugno 2022

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    Scienze Politiche: gli studenti fermano il numero chiuso

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    ­Udu “Mobilitazioni sono la migliore arma contro l’indifferenza: il 19 saremo di nuovo in piazza”

    Unipd: numero chiuso a Scienze Politiche, anzi no. Il dietrofront è arrivato dopo la protesta studentesca, festeggia Udu Padova.

    L’antefatto

    Durante il Consiglio di Scuola del 18 novembre la proposta di accesso programmato del corso di Scienze Politiche e Diritti Umani, portata avanti dalla stessa Direttrice del Dipartimento Elena Pariotti, non è passata. La proposta era stata elaborata nella seconda metà di ottobre e già il 9 novembre era stata messa in votazione nel Consiglio di Corso. Pochi giorni dopo, l’11 novembre, si sarebbero dovuti esprimere già il Dipartimento e la Scuola, se i rappresentanti dell’Udu non avessero chiesto il posticipo del Consiglio di Scuola per una discussione più approfondita nel merito della delibera, evitando un’approvazione certa del numero chiuso nel tempo record di 72 ore.

    La vittoria durante l’assemblea organizzata a Palazzo Wollemborg

    A dare ufficialmente la buona notizia, proprio gli studenti di UDU Padova che, durante il Consiglio di Scuola, erano riuniti nei giardini di Palazzo Wollemborg per protestare contro il numero chiuso.

    “È stata una vittoria” dichiara Imane Kamil, rappresentante in Scuola di economia e Scienze Politiche con l’UDU Padovaabbiamo dimostrato al dipartimento che le risorse ci sono e che l’Ateneo è ben propenso ad utilizzarle per mantenere libero l’accesso al nostro corso. Nelle scorse settimane, come rappresentanti, ci siamo mobilitati per posticipare il Consiglio di Scuola in modo da permettere una discussione più approfondita tra studenti, Dipartimento e Ateneo ed ora siamo felici che si sia potuta evitare questa misura estrema per salvare il nostro corso“.

    I problemi di spazi non vanno comunque sottovalutati. Con corsi in continua crescita  si fanno sempre più urgenti:”Ora serve uno sforzo da parte dell’Ateneo, per cercare nuovi spazi nel breve termine e tempi certi per la realizzazione delle nuove opere. Un esempio è il Campus in progettazione all’ex caserma Piave, che potrebbe risolvere definitivamente il problema di spazi e sovraffollamento.”

     Il coordinatore lancia il corteo di domani

    Continua Domenico Amico, coordinatore dell’UDU Padova: “l’assemblea di oggi e il percorso avviato già prima sono la dimostrazione di quanto le nostre mobilitazioni possano essere un’arma contro l’indifferenza delle istituzioni.
    Viviamo in un Paese che, anche con le nuove opportunità offerte dai fondi europei, vuole tagliare le gambe al nostro futuro e a quello delle prossime generazioni“.

    E conclude “Ieri eravamo di fronte alla Regione a denunciare una situazione di totale disinteresse nei nostri confronti da parte dell’assessora Donazzan e della giunta, che anziché impegnarsi nell’istruzione spreca tempo inventando falsità sul nostro conto. Ma la nostra mobilitazione non si chiude qui: domani 19 novembre scenderemo in tutte le piazze d’Italia, Padova compresa, insieme alla Rete degli Studenti Medi per denunciare proprio l’immobilismo e l’indifferenza di tutte queste istituzioni nei confronti di una generazione che pretende un radicale cambiamento nel nostro Paese e che vuole decidere sul proprio futuro

     

    Emilia Milan

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