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“Trip”: a Padova la mostra che denuncia la violenza sulle donne

La mostra fotografica di Debora Leardini racconta il viaggio simbolico e fisico delle donne vittime di violenza e del loro riscatto

In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulla donna (25 novembre) Palazzo Moroni propone “Trip”, la mostra fotografica di Debora Leardini. Non solo un atto di denuncia, ma un’iniziativa volta a sensibilizzare la cittadinanza attorno a questa importante tematica.

“Trip” significa viaggio, ma anche inciampo, ed è spesso incappando in qualcosa che s’incomincia il proprio percorso. Proprio di questo si tratta, di un viaggio metaforico in quattro tappe che cattura l’essenza dell’abuso e quella lotta che conduce a una vita rinnovata e più serena.

A presenziare l’incontro Marta Nalin, assessora alle pari opportunità e politiche di genere, Alice Zorzan, responsabile area contrasto alla violenza di genere di Gruppo Polis, Pericle Ciatto, responsabile marketing di Tigotà, Gaya Spolverato, delegata alle Politiche per le pari opportunità dell’Università di Padova, ed Elena Morello, presidente comitato imprenditoria femminile della Camera di commercio di Padova.

“Noi accendiamo i riflettori intorno alla questione della violenza di genere il 25 novembre, ma dovrebbero essere accesi sempre perché è una questione della nostra realtà, nella nostra quotidianità. Ha la sua massima espressione nella violenza fisica e nel femminicidio ma in realtà si consuma ogni giorno sui posti di lavoro e per le strade” ha affermato Marta Nalin.

Questo percorso però deve essere intrapreso anche dagli uomini, gli iniziatori delle violenze. Alice Zorzan propone una possibile contromisura: “Si chiama SUM (Servizio Uomini Maltrattanti), dove appunti gli autori affrontano un viaggio di responsabilizzazione ed è un anno di trattamento psicoeducativo. Questo servizio serve comunque a tutelare e a proteggere le donne, perché la maggior parte rimane una relazione violenta”.

A collaborare con il Gruppo Polis c’è Tigotà, un sodalizio cominciato nel 2017. Proprio una delle foto più belle della mostra è divenuta un manifesto ufficiale ora diffuso in oltre 660 negozi della catena commerciale. Sulla pagina Instagram il numero verde Anti Violenza e Stalking, 1522, è rappresentato in tante foto liberamente scattate dai dipendenti che l’hanno scritto su un proprio indumento o su di una mano per dare visibilità e sostegno al movimento.

Gaya Spolverato ha aggiunto: “La violenza non è solo  fisica, ma anche verbale e psicologica e lascia dei segni indelebili nella nostra quotidianità. Sensibilità alla non violenza è responsabilità di ciascuno, anche dell’Università che da questi temi ha reclinato una politica volta all’uguaglianza di genere. Crediamo sia fondamentale per vincere contro la violenza”.

Elena Morello invece ha volto l’attenzione sul mondo che attende le donne una volta concluso il percorso universitario e intrapresa una carriera professionale: “Può partire anche dal mondo dell’impresa, perché all’interno dell’impresa le donne passano la maggior parte del loro tempo. Quindi l’impresa deve essere un luogo sicuro, dove la donna possa esprimersi, dar voce alle sofferenze che magari vive in contesti diversi o al contrario deve sentirsi sicura perché sa di non doversi subire anche all’interno di questo ambito altre forme di violenza di tipo economico, piscologico o legate al linguaggio che viene usato in ambito aziendale”.

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