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Val di Cembra, paesaggi di vigneti eroici

Sugli audaci terrazzamenti della valle trentina, sostenuti da oltre 700 km di muretti a secco (i primi dei quali costruiti secoli fa dai monaci), si producono il Müller Thurgau e altri famosi vini di montagna: è la Val di Cembra

Val di Cembra
Val di Cembra

Terrazzamenti sull’impossibile. Le prime pietre di quei muretti a secco le posarono a mani nude i monaci, all’insegna dell’hora et labora. I contadini della valle, poi, completarono l’opera, tanto da metterne in fila ben 700 chilometri. Oggi la Valle di Cembra, profonda incisione creata dalle acque dell’Avisio – che collega la Valle di Fiemme con Trento e con la Piana Rotaliana – è uno dei più bei paesaggi rurali storici d’Italia, tanto da meritarsi l’iscrizione nel Registro Nazionale di questi beni. Nello sguardo d’insieme i vigneti, quelli del Müller Thurgau e degli altri buoni vini della valle, sono disposti in armoniose linee lungo le curve di livello e sembrano abbracciare, quasi per proteggerli, i piccoli borghi abbarbicati sul pendio. Si chiamano Giovo, Ceola, Lisignano, Cembra, Faver, Valda, Grumes. E dall’altra parte Sover, Segonzano (sì, quello delle famose ‘piramidi’ naturali, altro monumento simbolo della valle), Piazzo, Lona, Lases, poi la Albiano delle cave di porfido, croce e ricchezza di questo angolo di Trentino. In Val di Cembra si pratica una vitivinicoltura eroica, perché il lavoro di raccolta e trasporto delle uve deve essere effettuato esclusivamente a mano. La qualità dei vini premia la tenacia dei contadini, angeli custodi del patrimonio ambientale della valle.

Vino, porfido e fatica. La Valle di Cembra è terra di valori antichi, dove il sacrificio è il prezzemolo di tutto. Anche degli indimenticabili trionfi di Francesco Moser (oggi peraltro produttore di vino), orgoglio di tutti i cembrani. Immagine vincente che in anni più recenti Gilberto Simoni ha contribuito a rafforzare.

Val di Cembra: è la terra di Moser e Simoni dove il ciclismo è simbolo di sacrificio ed è un valore da sempre

Moser in vigna
Moser in vigna

E’ proprio la bici oggi uno dei mezzi migliori per apprezzare la Valle di Cembra. La e-bike in particolare, perché aiuta ad affrontare meglio i tratti più ripidi. Fra borghi e vigneti sono stati tracciati sentieri di particolare suggestione, molti dei quali sono gli stessi che i contadini utilizzano per recarsi nei propri vigneti. Sentieri lungo i quali il paesaggio, ad ogni curva, strappa  espressioni di stupore. I vigneti enfatizzano il lavoro secolare dell’uomo per coltivare queste erte scoscese che, essendo in gran parte baciate dal sole, assicurano all’uva un’esposizione ideale. Ecco perché il Müller Thurgau e gli altri vini cembrani sono così famosi e si meritano la ribalta di una mostra enologica fra le più antiche d’Italia.

I vigneti del Müller Thurgau
I vigneti del Müller Thurgau

Quest’anno a Palazzo Maffei di Cembra – Lisignano è stata celebrata la 74esima edizione di questo evento, dedicato non solo al Müller (come lo chiamano qui) ma anche al vino di montagna. Un’occasione per apprezzare la specificità di questi vini. Il Müller Thurgau (incrocio nato nel 1882 fra il Riesling Renano e il Madeleine Royal per mano del professor Hermann Müller) ha trovato in Val di Cembra il suo habitat ideale, perché il territorio è riparato da boschi e montagne ed è caratterizzato da terreni porfirici e forte escursione termica. Un vino bianco paglierino con una componente aromatica evidente, con sentori di erbe aromatiche, sambuco, frutta tropicale e agrumi. Müller che si sta rivelando anche sorprendentemente longevo.

I vigneti della Val di Cembra
I vigneti della Val di Cembra

Un capitolo a parte merita la grappa, perché a Faver, da Pilzer, nel 1956 è iniziata una rivoluzione che, grazie ad esperienze parallele avvenute in altri angoli del Trentino, ha modificato profondamente l’arte di produrre questo distillato. Bruno Pilzer, figlio del fondatore Vincenzo, è considerato uno dei maestri in questa arte, figlia del ‘lambicar’ di un tempo. Il segreto? La scelta delle materie prime giuste, il farle fermentare bene, il saper distillarle con l’alambicco discontinuo a bagnomaria… Bruno Pilzer è stato invitato anche in Giappone per far da consulente per un nuovo impianto di distillazione

Piramidi di Segonzano
Piramidi di Segonzano

La Val di Cembra oggi è meta ideale per un turismo di prossimità. Propone molte attività per famiglie come le fattorie didattiche e gli incontri con i produttori, le uscite a cavallo o per scoprire l’habitat dei cervi o il mondo delle api. Per gli amanti dell’avventura e delle attività all’aperto sono infinite le possibilità di percorrere sentieri a piedi o in bicicletta (normale o elettrica), di dedicarsi alla pesca o agli sport acquatici. Anche alla raccolta di funghi.

Non v’è dubbio che la prima tappa d’obbligo è quella alle Piramidi di terra di Segonzano, arditi pinnacoli frutto dell’erosione. Poi c’è solo l’imbarazzo della scelta: i castelli e i forti, antiche chiese, i musei (uno è dedicato al porfido), i molini e le torbiere.. Gli amanti della natura trovano molte ispirazioni nella Rete di riserve Val di Cembra – Avisio.  Imperdibile la Cascata del Lupo, i tanti laghi di montagna, i masi, il sentiero dei vecchi mestieri, l’Ecomuseo dell’Argentario e infine gli itinerari del gusto che si snodano fra cantine, distillerie, malghe e rifugi. La Val di Cembra resta come una calamita nel cuore di chi l’ha visitata.

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