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Vietato vendere pane sfuso nei supermercati. Garlani (Vicenza): “Grande vittoria di noi artigiani”

La sentenza del Consiglio di stato sul pane sfuso salutata con gioia dai panificatori artigiani di Vicenza

Il Consiglio di Stato ha sancito il “no” alla vendita di pane sfuso nei supermercati e nei centri commerciali. E i panificatori artigiani esultano. Il caso era nato nel dicembre 2020 quando i carabinieri del Nas di Lecce sequestrarono 23 chili di pane a un supermercato imponendo anche la sospensione della vendita in modalità self service. L’esercizio commerciale presentò ricorso che è stato definito dal massimo organo di giustizia amministrativa.

Garlani (Vicenza): “Noi dobbiamo rispettare norme severe, chi vende il pane sfuso no”

Ruggero Garlani, presidente dei panificatori di Confartigianato

Ruggero Garlani, presidente dei panificatori artigiani del Vicentino, esulta alla decisione e commenta: “Chi sforna pane quotidianamente deve rispettare un elenco corposo di norme per garantire la sicurezza e l’igiene dei servizi e dei beni destinati alla vendita. In più nei nostri panifici sono gli addetti alle vendite, personale anche in questo caso sottoposto al rispetto di norme igieniche, a consegnare il pane. Quindi ben venga la sentenza del Consiglio di Stato con cui si vieta la vendita del pane sfuso in modalità self service che rimette al centro la sicurezza del consumatore e riconosce indirettamente la qualità dei servizi offerti dalle imprese artigiane del settore”.

“Lasciava quanto meno perplessi, soprattutto in piena pandemia, che il consumatore potesse in piena autonomia scegliere, prendere il pane, ma anche ripensarci”, continua Garlani. “Vanno poi fatte due considerazioni molto pratiche: rispettare norme e regole per un panettiere ha dei costi, così come produrre pane fresco quotidianamente. E se le norme non vengono rispettate sono previste multe salate. Impegni che panificatori assolvono con rigore per offrire un prodotto di qualità e che, con questa decisione, vengono riconosciuti pubblicamente”, conclude Garlani.

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