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Violenza sulle donne

Il 25 novembre è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite

Dott.ssa Antonella Trevisan
Dott.ssa Antonella Trevisan

Ma la violenza psichica e fisica, una donna la subisce solo il 25 novembre?

No, accade tutti i giorni, ad ogni ora, ogni giorno leggiamo qualche caso di cronaca e ne siamo turbate.

Essendo io stessa CTU (consulente tecnico d’ufficio) e CTP (consulente tecnico di parte), ho assistito nel mio ruolo di Psicologa Clinica e Psicologa Giuridico – Forense a molti casi, ma ricordiamo i casi più eclatanti: Deborah Sartori uccisa a colpi d’accetta dall’ex marito; Rossella Placati uccisa per mano del compagno; Victoria Osagie uccisa dal marito; Roberta Siracusa, 17 anni il cui corpo è stato rinvenuto nella mattina del 24 gennaio in fondo ad un dirupo del monte San Calogero, uccisa dal fidanzato; Teodora Casasanta, psicologa, mia collega, uccisa dal marito; Sonia Di Maggio uccisa dal suo ex compagno… e potrei citarne altri esempi, tutti femminicidi accaduti dall’inizio del 2021.

Mi sorprende che ancora troppe volte ci stupiamo che una donna venga picchiata o uccisa dal compagno, dal proprio partner, eppure accade, accade nel luogo dove donne e bambini dovrebbero sentirsi più protetti, tra le mura domestiche.

La violenza contro le donne e i minori si sviluppa soprattutto nell’ambito dei rapporti familiari e coinvolge donne di ogni estrazione sociale e di ogni livello culturale, provocando danni fisici e gravi conseguenze sulla salute mentale.

I dati mostrano una situazione preoccupante, in cui i luoghi più familiari diventano anche quelli del rischio più elevato. Si tratta di una violenza sommessa e sommersa, una violenza che le donne spesso continuano a subire nel silenzio, con poche vie di uscita, sole di fronte ad un quotidiano pesante che difficilmente lascia vie di fuga.

Proprio le mura domestiche diventano una prigione.

Tra le violenze psicologiche, le forme più diffuse sono l’isolamento o il tentativo di isolamento, il controllo, la violenza economica, la svalorizzazione e le intimidazioni. Può non essere semplice distinguere e definire la violenza psicologica: si tratta spesso di atteggiamenti che si insinuano gradualmente nella relazione e finiscono per privare la vittima del proprio valore, riducendola ad un oggetto.

Il maltrattamento procura sofferenza e corrode, influenzando l’autostima della vittima, condizionando lo stato psichico, riducendone la libertà d’azione e spaventandola.

Alcune donne, si mettono in contatto con i servizi preposti, scappano, altre finalmente decidono di denunciare tale situazione alle forze dell’ordine.

LA DENUNCIA VA ASSOLUTAMENTE FATTA!

Come Psicologa il mio ruolo è quello di aiutare le donne ed i minori ad affrontare tale situazione, a capire chi sta subendo tale situazione e ad incoraggiare la denuncia.

Creare un percorso nel quale ristabilire la salute mentale delle vittime, permettergli con il tempo di ricostruirsi una vita con il supporto di un’equipe completa, nel caso essa sia necessaria.

La donna che subisce una violenza necessita di interventi specialistici complessi e che vedono coinvolte diverse figure.
Lo psicologo, in queste situazioni, ha un ruolo centrale: accoglie e accompagna la donna lungo tutto il suo percorso di uscita dalla violenza, dai meccanismi di controllo e manipolazione, nonché dal trauma.

Nell’intervento finalizzato al benessere della donna maltrattata, lo psicologo deve avere delle competenze specifiche per riconoscere la violenza e i danni che essa provoca, non solo a sé stessa, ma a tutto il contesto che la circonda ed in particolare ai figli.

Lo Psicologo deve avere necessariamente la competenza adeguata ad affrontare questo genere di situazione ed essere in grado di capire tutti i segnali di pericolo.

Dott.ssa Antonella Trevisan
Psicologa clinica
Psicologa giuridico forense
Via Carducci 10 – Mira (VE)
Tel. 3886483968

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