domenica, 14 Agosto 2022

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    “A 25 anni dal riconoscimento Unesco delle ville palladiane, Vicenza può essere esclusa dalla lista”

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    Unesco e Vicenza: Riva celebra l’anniversario ma ricorda che siamo ancora sotto scacco

    Vladimiro Riva, consigliere delegato di Vicenza è

    A 25 anni dall’inserimento delle ville palladiane nella World heritage list dell’Unesco, il pericolo che questo riconoscimento possa essere cancellato è ancora ben vivo. E sarebbe una jattura per Vicenza e il turismo, come ben sa Vladimiro Riva, consigliere delegato del consorzio di promozione turistica “Vicenza è” e uno dei quattro artefici del traguardo, assieme a Carla Padovan del consorzio e agli architetti Marco Todescato ed Emilio Alberti.

    Venticinque anni dopo il traguardo del 1996, indubbiamente il riconoscimento ha smosso i numeri dei turisti. E il bilancio è positivo. Ma Riva parla con preoccupazione del futuro, assieme a Manuela Dal Lago, all’epoca vice presidente della Provincia, che si mise in viaggio con lui e Carla Padovan per trasportare a Parigi su un furgone gli scatoloni della documentazione. Alla commemorazione informale è presente anche l’attuale presidente della Provincia, Francesco Rucco, che ha ben presente il pericolo denunciato da Riva e ha un antidoto per intervenire.

    Tra i protagonisti di ieri e di oggi riuniti nella sede del consorzio Vicenza è c’è meno voglia di festeggiare e più di pensare alle contromisure da attuare. Non solo per questo motivo, ma soprattutto per via del covid che è ancora ben vivo, i festeggiamenti sono rimandati alla primavera ventura. La ricorrenza esatta cade martedì prossimo. Era il 7 dicembre 1996 quando a Merida, nello Yucatan messicano, l’Unesco metteva le ville palladiane sotto la sua protezione: si tratta di 24 monumenti, 16 dei quali si trovano nel Vicentino.

    “L’Icomos ha mostrato un cartellino giallo a Vicenza e bisogna riuscire a evitare questo pericolo”

    Manuela Dal Lago, vice presidente della Provincia nel 1996 e in seguito presidente e l’attuale presidente dell’ente Francesco Rucco

    È stato l’Icomos, ente consulente dell’Unesco, a lanciare l’allarme a Vicenza nel 2016 dopo un sopralluogo. “Ha mostrato alla città un cartellino giallo – ricorda Riva – spiegando che se Venezia, con i suoi guai, è intoccabile dall’Unesco, Vicenza invece può tranquillamente venire esclusa dalla lista. I motivi sono molti, principalmente il molto (troppo) di costruito vicino alle ville palladiane vicentine: la caserma Del Din, l’alta velocità incombente, non ammettono neanche la circonvallazione nord di là da venire. Si tratta – sottolinea sempre Riva – di motivi speciosi, di una polemica politica, ma tant’è. Quello che è stato csotruito non può essere abbattuto. L’unica speranza è che intervenga la Regione Veneto a tutelare Vicenza in questa battaglia, come ha già fatto con le colline del Prosecco”.

    Manuela Dal Lago rivanga i ricordi e sferza: “Sulla villa di Finale di Agugliaro, la proprietà inglese Landmark Trust, che fra l’altro è amica del principe Carlo d’Inghilterra, piantò una polemica infinita perché il casello dell’autostrada Valdastico sud era troppo vicino. Poi dall’elicottero si scoprì che loro intanto avevano scavato anche la piscina dentro la villa”.

    Tra le critiche dell’Icomos le troppe costruzioni vicino alle ville e la mancanza di organizzazione per le visite

    Villa Chiericati a Vancimuglio, una delle ville palladiane a Vicenza

    Riva sgrana il rosario dei misteri dolorosi dell’Unesco a Vicenza: “L’Icomos ci rimprovera anche che le ville palladiane, in gran parte di proprietà privata, non sono organizzate per le visite, dagli orari ai prezzi dei biglietti, nè ci sono iniziative per valorizzarle. Tutti giocano in ordine sparso, ognuno per conto suo. Mi rendo conto che i proprietari hanno oneri pesanti da affrontare per la gestione, ma è anche vero che ci sono ville malandate, qualcuna ridotta persino a ripostiglio. Potremmo perfino pensare di ridurre il numero di quelle visitabili da 16 a 6 o 7, ma ci deve essere un’organizzazione e un programma”. “Non è davvero pensabile – conclude Riva – che sia messa in discussione l’iscrizione delle ville palladiane all’Unesco, sono troppo importanti. Siamo stati il sito italiano numero 10 ad essere ammesso: adesso sono 59”.

    Francesco Rucco vuole sfruttare le vicine elezioni della Provincia (che non lo riguardano, perché lui come presidente resta in carica e va al voto l’anno prossimo) e lancia l’idea di istituire nella nuova legislatura provinciale una delega alla tutela del patrimonio Unesco. Può essere utile per raggiungere quel coordinamento e operatività che oggi manca. Il presidente della Provincia ha aggiunto: “Se dovessi scegliere tra ottenere il titolo di capitale della cultura e mantenere il riconoscimento dell’Unesco, preferirei quest’ultimo”.

    Due obiettivi: “Inserire Vicenza in un circuito internazionale per Tiepolo e ricordare Vittorino Veronese, vicentino direttore dell’Unesco”

    A proposito di ricorrenze da celebrare in primavera, dal canto suo, Riva punta sulla creazione di un circuito turistico internazionale nel nome di Tiepolo: deve coinvolgere Venezia, Vicenza, Wurzburg e Madrid. E la celebrazione delle ville palladiane nell’Unesco la vuole dedicare a un grande vicentino dimenticato, Vittorino Veronese, che salvò i templi di Abu Simbel dalla distruzione per la costruzione di una diga sul Nilo e che rivestì la carica di direttore generale dell’Unesco quasi sessant’anni fa.

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