martedì, 16 Agosto 2022

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    Archeologi per un giorno nel Delta del Po

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    L’esperienza di scavo accanto agli studenti di Ca’ Foscari a San Basilio e quella di poter toccare i reperti del Museo di Adria, arricchiscono la proposta turistica dell’area, famosa per le sue bellezze naturali, come il Giardino Botanico di Caleri e le valli di Rosolina

    Archeologia Delta del Po
    Archeologia Delta del Po

    E’ un’idea nuova che profuma di antico. Natura e archeologia insieme, per raccontare il delta del Po attraverso le sue bellezze, ma anche mettendo in vetrina la sua storia riportata alla luce. Nel senso letterale del termine, perché oggi contribuiscono a raccontarla anche i reperti e le testimonianze di vario genere dissotterrati nel corso di recenti campagne di scavo (in particolare quelle in corso a San Basilio di Ariano Polesine), accanto a quelli che da tempo impreziosiscono il Museo archeologico nazionale di Adria.

    Natura e archeologia strette in un binomio su cui enti e tour operator locali stanno puntando molto, stimolati da anche da programmi di cooperazione europea, come il Value, in atto fra Italia e Croazia che offrono buone opportunità. Una significativa collaborazione fra le due sponde dell’Adriatico, mare a cui ha dato il nome proprio Adria.

    Eccole alcune idee nuove per arricchire il turismo di prossimità. “Vietato non toccare”, per esempio: è lo slogan che connota uno dei laboratori più originali del Museo di Adria. Dà la possibilità di toccare con le proprie mani alcuni reperti, guidati dall’archeologo: un’emozione unica, da provare mentre qualcuno ti spiega il valore e la storia di quell’oggetto.

    Museo archeologico di Adria
    Museo archeologico di Adria

    Siamo nel Parco regionale veneto del Delta del Po. Il Museo archeologico di Adria è l’input per capire, attraverso i preziosi oggetti di bronzo, ambra e d’arte orafa e vetraria che custodisce, l’antica vocazione commerciale di quest’area. La storia di Adria è ricca: sorta nel VI secolo a.C. come porto fluviale etrusco, crocevia dei commerci con le navi provenienti dalla Grecia alla ricerca di materie prime, mantenne anche in età romana il ruolo di cerniera fra Oriente e Occidente. Destano meraviglia  l’Eracle di Contarina e la Tomba della Biga, che custodisce tre cavalli sacrificati.

    Nella vicina San Basilio, famosa per la sua chiesa romanica del IX secolo e il suo museo, si può diventare archeologi per un giorno, con l’Università di Venezia, negli scavi dell’antica stazione di posta romana riemersa lungo la via Popillia, antica strada fra Adria e Ravenna. Il visitatore può scavare con gli studenti dell’Università Ca’ Foscari. “Un progetto che – spiega Giovanna Gambacurta, docente di Etruscologia – è riservata non solo alle scuole”. 

    Delta del Po
    Delta del Po

    A San Basilio c’è pure la “quercia di Dante”, risale a quando il sommo poeta soggiornò all’abbazia di Pomposa. Ora è morta, ma alcuni suoi frammenti sono stati racchiusi nell’installazione di “gocce di memoria”, a due passi dagli scavi.

    E poi c’è la natura. Al Giardino botanico litoraneo di Caleri, a Rosolina Mare, riserva della biosfera dell’Unesco dal 2015, ci sono 4 chilometri di percorsi, tra i profumi della pineta, fra acqua dolce e acqua salata. Dalla terraferma si passa dalle dune fossili, residuo dell’antica linea di costa, agli argini e alle golene del Po, fino alle valli da pesca e alle lagune che segnano il passaggio al mare. Segnalati oltre 350 tipi di volatili e una straordinaria varietà botanica. L’immersione a 360 gradi nella magia del Delta la regala il tramonto. Per goderlo appieno basta una pedalata in bici lungo la via delle Valli, uno dei più bei percorsi ciclabili d’Europa.

    Delta del Po
    Delta del Po

    La storia della lotta dell’uomo contro il mare che caratterizza il Delta del Po è ben raccontata al Museo regionale di Bonifica Ca’ Vendramin, a Taglio di Po. Il Delta è uno dei territori più giovani d’Italia, nato dopo il Taglio di Porto Viro nel 1604, quando la Serenissima deviò il corso del fiume per evitare l’interramento della propria laguna. L’idrovora, a cavallo fra ‘800 e ‘900, ha consentito di bonificare il comprensorio dell’isola di Ariano, rendendo abitabili e coltivabili i terreni vicini. Qui si possono visitare le antiche caldaie a vapore e le pompe centrifughe, la vecchia officina, gli archivi e la ciminiera in mattoni.

    C’è una tradizione popolare che lega passato popolare e presente: è quella dell’ocarina e dei giocattoli fabbricati con l’argilla del Po. A Grillara di Ariano c’è il museo laboratorio della famiglia Fecchio, allestito in una fattoria didattica dove oltre a conoscere la storia e i giocattoli in argilla, dei fischietti artistici e delle ocarine in terracotta, è possibile costruirsi il proprio strumento con l’aiuto dei padroni di casa. Un bel souvenir da conservare a ricordo del Delta del Po veneto.

    E la gastronomia? Imperdibile le escursioni in barca nel delta, come le uscite di ittiturismo. O visitare le coltivazioni di ostriche rosa nella sacca di Scardovari. Alcuni ristoranti consigliati: Osteria Arcadia a Porto Tolle, Baraonda e Sette Mari di Porto Viro, In Marinetta di Rosolina, Molteni e Allo Scalo di Adria. Infine l’agriturismo Ca’ Ramello di Ariano Polesine. Ad Adria l’albergo Stella d’Italia il prossimo anno compie 100 anni, lo stesso traguardo tagliato quest’anno da Molteni.

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