martedì, 16 Agosto 2022

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    Confindustria Vicenza: “E’ lunare pensare di fare sciopero in Italia in queste condizioni”

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    Sullo sciopero parla Favero, vicepresidente di Confindustria Vicenza

    Alberto Favero è vicepresidente di Confindustria con delega alle relazione industriali

    In merito allo sciopero generale dichiarato da Cgil e Uil per il prossimo 16 dicembre, c’è da registrare una dura dichiarazione del vicepresidente di Confindustria Vicenza con delega alle relazioni industriali, Alberto Favero: “A Vicenza siamo stati in grado di recuperare e superare i livelli di produzione pre-covid già nel terzo trimestre di quest’anno grazie ad uno sforzo incredibile di tutti coloro che lavorano nelle imprese manifatturiere”.

    “Il Paese non può fermarsi: le aziende soffrono per le nuove varianti del virus e i costi folli di energia e materie prime”

    “Ora, però, tra nuove varianti e recrudescenza del virus e soprattutto a causa dei costi folli delle materie prime e dell’energia, senza contare gli incagli della logistica internazionale, si rischia di vanificare tutto. In concreto: ci sono aziende dell’automotive che son tornate in cassa integrazione perché, a causa della mancanza di materiali, le case automobilistiche non riescono a produrre un numero congruo di auto; ci son aziende chimiche che hanno sospeso la produzione perché il costo dell’energia non è, in questo momento, sostenibile”.

    “In questo contesto – aggiunge Favero – è lunare pensare che il Paese si fermi per uno sciopero generale. Neanche noi siamo soddisfatti di quanto proposto in legge di bilancio sul taglio delle imposte, perché abbiamo visto ritornare in auge quelle
    logiche di spartizione delle risorse alle varie conventicole di riferimento dei partiti. Ma di questo si discute e si lavora sui tavoli di confronto, che pure i sindacati hanno avuto. E più di una volta. Invece pare che qualche sigla voglia banalmente partecipare a questa spartizione senza tener conto della realtà della situazione del Paese che deve puntare a sostenere il lavoro, non le pensioni. Uno sciopero generale non è solo un danno economico, ma è anche un segnale negativo del Paese che diamo a noi stessi e ai nostri partner europei e internazionali”.

    “Una sigla, seppur anch’essa critica nei confronti del Governo (il riferimento è alla Cisl) ha almeno dimostrato senso di responsabilità non aderendo ad uno sciopero che, in questo momento storico, è ingiustificabile”.

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