lunedì, 17 Gennaio 2022
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    Gli istituti professionali ovvero le scuole del “saper fare”

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    Nella Scuola di Formazione Professionale Cavanis di Chioggia, i ragazzi vengono per imparare un mestiere, per assimilare la professione più adatta ai loro  interessi, per entrare nel mondo del lavoro senza intraprendere lunghi percorsi di studi

    IeFP significa Istruzione e Formazione Professionale. Rientrano in questa categoria tutte quelle scuole che hanno competenza regionale  e che permettono un’entrata rapida nel mondo del lavoro.

    Il percorso infatti ha una durata complessiva di tre anni, al termine  dei quali si ottiene una qualifica professionale che da subito potrà  essere sfruttata per lavorare.

    Questo significa che se un/a ragazzo/a si iscrive subito dopo laterza  media, già a 17 anni sarà un lavoratore o una lavoratrice.

    Quando, durante la terza media, i docenti consigliano agli studenti  quale scuola di secondo grado frequentare, lo fanno con un criterio  talvolta piuttosto discutibile. L’alunno è bravo e molto studioso?  Sicuramente un liceo. L’alunno si impegna poco ma ha buone  capacità? Probabilmente è adatto ad un istituto tecnico. L’alunno a  stento viene promosso ed è indisciplinato? Vada per forza in un  istituto professionale.

    Insomma, i licei sono considerati le scuole di “quelli bravi”, mentre  le scuole professionali sono a torto viste come adatte agli alunni con poca voglia di studiare o scarse capacità. Questo è il frutto di una  mentalità assolutamente scorretta, di anni e anni di concezioni  errate della scuola. Dove sta scritto che un ragazzo che frequenta  un istituto piuttosto che un altro è peggiore o migliore di uno che  frequenta un’altra scuola? Chi decide che lo svogliato deve per forza  andare nella scuola professionale perché tanto non ha voglia di fare  nulla? Chi ha detto che nella scuola professionale non si fa nulla?  Questo significherebbe affermare che tutto il mondo dei meccanici o  degli elettricisti, degli acconciatori o delle estetiste è negligente.  Non direi…anzi! Sono professionisti assolutamente capaci di  mandare avanti la loro attività o dipendenti pienamente apprezzati  e apprezzabili dai loro datori di lavoro, e di cui il mondo del lavoro  ha bisogno. È necessario investire energie, idee, progetti legati al  futuro e al mondo del lavoro nelle scuole professionali: con le mani  si sono fatte cose meravigliose, ci sono mestieri e capacità che  abbiamo il dovere di mantenere…la società non può essere solamente di chi “pensa” o “progetta” ma anche di chi usa le proprie abilità per “fare”.

    Ha senso spingere tutti verso l’università per poi perderne molti per strada e molti nel confine della disoccupazione?

    Ogni scuola secondaria di II grado, a meno che non regali il “pezzo  di carta”, è impegnativa, che si tratti di liceo o di istituto tecnico  o professionale, sempre che la si frequenti con serietà e dedizione.

    Nelle scuole professionali lo studio delle materie di base è  comunque assicurato, per assolvere al diritto-dovere  di istruzione, dando il giusto spazio a materie fondamentali  per la crescita personale e sociale come l’italiano, la  matematica, l’inglese… ma il grosso delle lezioni si terrà in  laboratorio. Nella didattica degli istituti professionali i laboratori  rivestono un ruolo centrale, considerato che l’approccio allo  studio è decisamente più pratico che teorico. Si tratta di una vera e  propria “scuola dei mestieri”, in quanto ogni percorso è focalizzato  su tutti gli aspetti fondamentali per poter lavorare al meglio ed il  prima possibile. Così, una volta concluso il percorso scelto, ci si  potrà proporre alle aziende con le giuste competenze.

    Gli istituti professionali rappresentano il filone dell’area formativa che  punta all’acquisizione di competenze finalizzate ad un rapido ingresso  nel mondo del lavoro. Scopo dell’istituto professionale è proprio  quello di guidare gli studenti ad avere una preparazione di qualità  nell’indirizzo della professione scelta e di conseguire una  qualifica valida in tutta l’Unione Europea.

    Ciò permette un rapido inserimento nel mondo del lavoro, come  già detto, tuttavia, senza che sia preclusa la possibilità di proseguire gli studi. Chi ottiene una qualifica professionale potrà  sempre iscriversi presso una scuola secondaria di secondo grado per  ottenere un diploma e in seguito avere accesso all’università. (continua sotto la media gallery)

    Tutto questo viene fatto nella Scuola di Formazione Professionale Cavanis di Chioggia, dove i ragazzi vengono per imparare un mestiere, per assimilare la professione più adatta ai loro  interessi, per entrare nel mondo del lavoro senza intraprendere lunghi  percorsi di studi, dove le materie offerte dai vari percorsi formativi  sono nella maggior parte di tipo pratico e vengono approfondite  tramite attività di laboratorio, senza mai scordare l’importanza delle  materie culturali, in quanto una persona va formata anche nella  mente. Inoltre, nel CFP Cavanis, al secondo e terzo anno, è previsto  uno stage in azienda per avvicinare gli studenti al mondo del lavoro.  La quasi totalità degli allievi che si qualificano riescono a trovare  lavoro spesso già durante le attività di stage, cosa che, al giorno d’  oggi, è veramente un fatto eccezionale.

    Prof.ssa Valentina Milani

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