mercoledì, 19 Gennaio 2022
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    Montegrotto Terme: turismo, il sindaco punta alla destagionalizzazione

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    Montegrotto Terme, Mortandello: “Una conseguenza della pandemia è una rivisitazione del concetto di stagionalità, c’è del potenziale per lavorare e riempire gli alberghi anche nei mesi in cui solitamente sono vuoti”

    Riccardo Mortandello
    Riccardo Mortandello

    Il sindaco di Montegrotto, Riccardo Mortandello, punta alla destagionalizzazione. Ottimi segnali sulla ripresa del turismo nel Veneto e anche nella zona termale arrivano dai dati del Bollettino socio-economico del Veneto. In particolare gli arrivi sono stati 48.605 a luglio e 68.612 ad agosto 2019, 25.877 a luglio e 52.593 ad agosto 2020 e 51.708 a luglio e 71.909 ad agosto 2021. Le presenze invece sono state 202.349 a luglio e 305.957 ad agosto 2019, 83.933 a luglio e 194.494 ad agosto 2020 e 17.898 a luglio e 306.737 ad agosto 2021.

    “Una delle conseguenze della pandemia -, commenta il sindaco di Montegrotto Terme Riccardo Mortandello, – è anche una rivisitazione del concetto di stagionalità. Eravamo abituati a pensare le stagionalità come primavera, autunno e alta stagione. In realtà c’è stato un capovolgimento totale di queste logiche. Questo vuol dire, da un lato, che avevamo delle convinzioni sbagliate, dall’altro che c’è del potenziale per lavorare 12 mesi all’anno, cosa prima impensabile. Quindi va studiato questo boom di arrivi nei mesi di luglio e agosto per continuare a riempire gli alberghi anche nei mesi in cui solitamente erano vuoti. Nel contempo dobbiamo lavorare per allungare la durate del soggiorno, che negli anni è andata sempre assottigliandosi, affinché il miglioramento nei dati degli arrivi si rifletta significativamente anche nelle presenze studiando premialità per chi rimane già a lungo”. 

    “Rispetto a questi dati -, prosegue Mortandello, – emerge la necessità di rafforzare l’asse Terme Colli Euganei per garantire sviluppo e progresso a tutto il territorio. Tutto ciò va fatto in seno alla destinazione turistica, facendo ricalibrare dai professionisti del settore le strategie opportune per abbinare la vocazione termale ai grandi prodotti di qualità che vengono fatti nei Colli Euganei. Senza ombra di dubbio serve anche rafforzare un legame sinergico con la destinazione turistica Padova, la destinazione turistica Venezia, e quella del Delta del Po mantenendo però prioritario l’autonomia sulle strategie più intime di questo territorio che vive di equilibri propri e soprattutto si riferisce a un turista diverso rispetto alle grandi città del Veneto”.

    Federico Franchin

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