lunedì, 26 Febbraio 2024
 
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Padova, Elena Cornaro tra le statue di Prato della Valle

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Padova, Margherita Colonnello chiede che la statua numero 79 esposta sull’isola Memmia sia quella di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima donna laureata al mondo

Con un post su Facebook, la Consigliera Comunale Margherita Colonnello sostiene l’installazione di una statua di Elena Cornaro in Prato della Valle.

Ad oggi l’unica presenza femminile in una delle piazze più grandi d’Europa è il mezzo busto di Gaspara Stampa, poetessa del 1500. La Consigliera Colonna, insieme al collega Simone Pillitteri sostengono invece che su uno dei due stalli vuoti presenti in Prato della Valle, debba essere posta la statua di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, prima donna laureata al mondo.

Ecco il post pubblicato dalla Consigliera Colonna a sostegno dell’installazione della statua di Elena Lucrezia Cornaro Piscopia su uno degli stalli di Prato della Valle

Una statua di Elena Cornaro in Prato della Valle: è il momento.
Il Prato è il giardino di tutte le persone padovane. Fu ideato nel 1775 da Memmo per bonificare la zona paludosa circostante il Prato e Santa Giutina. Il progetto prevedeva che il giardino fosse circondato da 88 statue di persone illustri, purché legate a Padova, defunte e non sante. Fino al 1839 furono realizzate 86 statue, di cui 8, raffguranti dogi veneziani, sostituite con obelischi dai francesi. Si tratta di soli personaggi maschili che, da Antenore in poi, raccontano solo metà della storia della nostra città.
Ma i tempi sono cambiati. Ora è il momento di dare spazio e voce all’altra metà della storia: quella delle donne.
Così succede che Anna Piva abbia l’idea di collocare la statua di Elena Cornaro su uno dei due stalli vuoti. Questa idea viene accolta da Gianluca e poi da Simone Pillitteri, che mi invita a scrivere una mozione con lui per fare richiesta formale all’amministrazione. Succede che la proposta entra in perfetta risonanza con quella della Commissione Pari Opportunità Padova e suscita l’interesse di alcune accademiche nell’anno di elezione della prima Magnifica Rettrice della storia dell’Ateneo. Succede poi che altre consiglieri e consigliere, come Anna Barzon sottoscrivano il testo, nella convinzione che sì: si può fare.
Questa è la storia di una proposta che è ancora un sogno. Vogliamo che ci credano in tante e tanti, per fare di Padova una città delle donne e per rendere il nostro Prato un monumento vivo, che custodisce il passato ma rimane aperto, come auspicavano i suoi ideatori illuministi, al progresso e al futuro.”
 
 
 

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