mercoledì, 19 Gennaio 2022
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    Padova Sud: in due anni nessuna alternativa al covid hospital al Madre Teresa di Calcutta

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    In quasi due anni di pandemia, la Regione, competente in materia di sanità, non ha messo in campo una valida alternativa al covid hospital individuato negli Ospedali Riuniti Padova Sud Madre Teresa di Calcutta“. Il Portavoce dell’Opposizione in Consiglio regionale, Arturo Lorenzoni, raccoglie l’appello lanciato dai 44 sindaci della Bassa Padovana, molti dei quali della Lega, che sabato scorso hanno manifestato silenziosamente davanti allo stesso ospedale di Schiavonia.

    E ora si impegna a sottoporre la questione nelle sedi opportune, anche alla luce del fatto che da ieri il Madre Teresa non è più dotato del tradizionale pronto soccorso, ma solo di un punto di primo intervento. Quest’ultimo rappresenta “una struttura del sistema di emergenza sanitaria la cui funzione si limita unicamente al trattamento delle urgenze minori e ad una prima stabilizzazione del paziente ad alta complessità“. I pazienti gravi, invece, vengono trasferiti altrove.

    Padova Sud, la delusione del portavoce Lorenzoni

    Si tratta di una mancanza importante per un presidio ospedaliero che copre l’intero territorio della Bassa Padovana, per un totale di 180mila abitanti” precisa Lorenzoni. Tale “disservizio” peraltro, finisce per disorientare completamente i cittadini: “Ripongono grande fiducia nella sanità, a maggior ragione in un periodo molto delicato qual è l’attuale. Giustamente, non comprendono la logica di una chiusura di un servizio essenziale, al quale verosimilmente ne seguiranno altre già nei prossimi giorni, come peraltro annunciato dal presidente Zaia“. Questi ha dichiarato che nell’ex ospedale di Monselice di via Marconi non possono venire attivati nuovi posti di terapia intensiva a causa dell’insufficienza delle linee che portano l’ossigeno nei reparti. “In quasi due anni l’amministrazione regionale non ha predisposto un piano di riqualificazione dello stabile – conclude – o in alternativa, una programmazione diversa da quella che prevede all’occorrenza la trasformazione di Schiavonia, come di molte altre strutture ospedaliere in Veneto, in covid hospital. Bisognava essere lungimiranti, e invece adesso ci ritroviamo nella medesima situazione di ormai tanti mesi fa“.

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