venerdì, 21 Gennaio 2022
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    Santa Maria di Sala: Speedline annuncia la chiusura

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    L’azienda di Santa Maria di Sala Speedline ha annunciato la chiusura del sito veneziano, che dà lavoro a 600 famiglie oltre l’indotto.

    Molte le reazioni in queste ore alla notizia della chiusura.

    Speedline, Moretto (Iv): “Azienda sieda a un vero tavolo di confronto”

    “L’azienda giochi a carte scoperte sedendosi a un tavolo di vero confronto con i lavoratori e le istituzioni, senza nascondersi dietro a consulenti ed avvocati. Solo così si capiranno le ragioni di una scelta così netta e dannosa che getta nella preoccupazione 600 famiglie e tutte le aziende dell’indotto”. Così la deputata veneziana Sara Moretto, capogruppo in Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera.
    “Troppo spesso abbiamo visto aziende che hanno delocalizzato per poi tornare in Italia con l’obiettivo di ritrovare la qualità della produzione – aggiunge -. Inutile quindi pensare, come sta avvenendo, a multe o sanzioni a delocalizzazione già avvenuta. Ha senso piuttosto impegnarsi davvero per creare un contesto competitivo che permetta a queste realtà di mantenere le loro quote di mercato. Speedline è leader nel settore e questa posizione non può essere mantenuta spostando la produzione dal nostro Paese. Mi auguro che il tavolo di giovedì rappresenti un reale momento di confronto, in cui si mettano sul tavolo tutte le carte. Continuerò a monitorare la vertenza in qualità di capogruppo della Commissione Attività Produttive, anche alla luce degli approfondimenti già avviati in quella sede su tutto il comparto automotive”.

    Pd: “Decisione irricevibile”

    “La decisione dell’azienda è irricevibile e tutte le istituzioni devono fare fronte comune contro la delocalizzazione e difendere le centinaia di posti di lavoro per il bene di questo territorio – fa sapere il deputato del Pd Nicola Pellicani -. Mi sono subito mobilitato per presentare al Ministro del lavoro e delle politiche sociali e al Ministro dello sviluppo economico un’interrogazione sulla situazione. Dalle ultime stime si evince infatti che nel 2020 in Veneto gli occupati sono diminuiti del 2,4%, mentre disoccupati e inattivi sono cresciuti del 5,3% con 130mila persone in cerca di lavoro: non un dettaglio da sottovalutare”.

    In linea anche i consiglieri regionali Pd Francesca Zottis e Jonatan Montanariello:  “La decisione della Speedline è semplicemente irricevibile, tutte le istituzioni devono fare fronte comune contro la delocalizzazione e per difendere le centinaia di posti di lavoro. Non c’è colore politico, ma solo il bene del territorio.“La modalità è stata brutale, dalla sera alla mattina, saltando ogni passaggio intermedio e disertando l’incontro con i sindacati. Gli impegni con il territorio vanno rispettati, ma è anche evidente che servano provvedimenti urgenti contro la delocalizzazione selvaggia, oltretutto all’interno della stessa Unione Europea. Siamo a fianco dei lavoratori in sciopero e delle loro famiglie, – aggiungono i consiglieri – ci auguriamo che giovedì al tavolo di crisi della Regione con Confindustria e Ministero dello Sviluppo Economico possano già esserci dei segnali diversi. È tuttavia evidente che questa vertenza deve diventare un caso nazionale. Non possiamo permetterci di perdere altri posti di lavoro. Nel 2020 in Veneto gli occupati sono diminuiti del -2,4 per cento, mentre disoccupati e inattivi sono cresciuti del 5,3 per cento con 130mila persone in cerca di lavoro. Sono segnali pesanti che non dobbiamo assolutamente sottovalutare”, concludono Zottisi e Montanariello.

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