martedì, 17 Maggio 2022

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    Università, ultimo CDA dell’anno, gli studenti ”serve più coraggio”

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    Concluso l’ultimo consiglio di amministrazione dell’Ateneo Patavino: votati bilancio e residenze ma gli studenti recriminano scarso impegno da parte della governance

    Piccoli passi avanti ma per nulla decisivi” così Anna Tesi, rappresentante in CdA dell’Università degli studi di Padova con il sindacato studentesco UDU Padova. “Se da un lato apprezziamo che aumentino i fondi per la copertura delle borse di studi, dall’altro non si può continuare a far pesare il carico fiscale sulle spalle dei fuoricorso”.I membri di Udu Padova presentano il dossier sulla tassazione studentesca

    Il motivo è presto spiegato: le tasse che Unipd può chiedere ai propri studenti non possono superare il 20% nel rapporto con gli FFO, i fondi statali destinati alle università italiane. “Molte università attualmente escludono i fuori corso e internazionali da questo calcolo, rientrando così nella soglia massima, tuttavia si tratta di studenti  e studentesse come tutti gli altri, far gravare su di loro e sulle loro famiglie un servizio che dovrebbe essere pubblico è ingiusto”.

    Ma allora come fa il Governo a consentire questa procedura? “Durante il Governo Monti è stato emanato il Decreto Legge 95/2012, convertito poi in legge 135/2012, che cercava di istituire l’esclusione dei fuoricorso dal conteggio del 20% della contribuzione. Tuttavia, le sentenze in Consiglio di Stato conseguenti ai ricorsi al TAR Lombardia, riguardanti lo sforamento del tetto del 20% per l’Università di Pavia negli anni 2010, 11 e 12, hanno invece stabilito che questa esclusione possa avvenire solamente se viene emanato ogni anno un Decreto Ministeriale a riguardo” ecco che quindi la tassazione diventa “fuorilegge”.

    Votati interventi sulle residenze: 500 posti tra tre anni

    Attraverso due bandi statali, poi, l’Ateneo decide di cominciare ad investire anche sulle residenze studentesche: “Le residenze studentesche sarebbero responsabilità dell’ESU e quindi regionale, però abbiamo da tempo abbandonato le speranze verso l’assessora all’istruzione Donazzan” spiega Tesi “d’altro canto Unipd ha dovuto vedere studenti e studentesse per strada e senza casa prima di accorgersi che le politiche di reclutamento sarebbero dovute andare di pari passo con quelle abitative, senza le proteste dell’UDU degli scorsi mesi non ci sarebbe nemmeno il rimborso per chi è stato in albergo settimane senza trovare una sistemazione”. Tra circa tre anni dovrebbero venir costruite tre residenze studentesche gestite dall’Ateneo patavino in grado di ospitare circa 500 persone, andando quindi a coprire le mancanze della Regione.

     

    E.M.

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