sabato, 25 Giugno 2022

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    Corsa al Quirinale, al primo scrutinio le schede sono bianche

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    Le elezioni per eleggere il Presidente della Repubblica Italiana sono iniziate oggi, il primo scrutinio ha visto 600 schede bianche

    La settimana cruciale è iniziata, tra quattro giorni sapremo chi sarà a succedere Sergio Mattarella nella carica più importante dello Stato. Notoriamente, la prima turnata di votazioni è di circostanza e di studio, gli esponenti dei maggiori partiti stanno cercando un accordo, una convergenza votabile, e la maggioranza di schede è bianca. Nulla di fatto quindi nella giornata di oggi: PD, Lega, M5S, LeU, IV e FdI avevano annunciato scheda bianca e i rispettivi leader continuano le trattative fuori dall’aula di Montecitorio -si parla di una discussione tra Salvini e Letta ma anche di un incontro tra Conte e Draghi, dopo che quest’ultimo ha chiuso la porta in faccia al leader del Carroccio- mentre Azione e +Europa hanno dato indicazione ai rispettivi Grandi Elettori per Marta Cartabia, l’attuale Ministra vicina a Comunione e Liberazione e con posizioni conservatrici su Aborto e Unioni Civili che ha totalizzato 8 voti.

    La corsa al Quirinale è iniziata con 600 schede bianche ma anche qualche nome

    Se storicamente i maggiori partiti non si scoprono alla prima votazione per la mancanza di uno o più nomi realmente spendibili -oltre che per evitare di contarsi-, al di là delle schede bianche emerge sempre qualche nome di bandiera dettato dalla vicinanza politico-ideologica o da ironia di bassa lega.
    C’è infatti già qualche nome scritto dai 1008 Grandi Elettori: Paolo Maddalena ha totalizzato 33 voti, l’uscente (forse non così troppo) Sergio Mattarella 11, la già citata Marta Cartabia 8, Silvio Berlusconi e Antonio Tasso (MAIE|Italiani all’Estero) 7, Umberto Bossi (Lega|ID), Ettore Rosato (IV|RE) e Guido De Martini (Lega|ID) 6.

    Per la corsa al Quirinale si sospetta di arrivare almeno alla quarta votazione

    Per le prime tre votazioni il nuovo inquilino del Quirinale può essere eletto solo se supera i due terzi dei voti possibili. Il quorum, dunque, è fissato a quota 673. Dalla quarta votazione in poi il quorum scende al livello della maggioranza assoluta e dunque a quota 505. Questo meccanismo in passato ha favorito l’elezione di alcuni presidenti al primo turno, ad esempio Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano in occasione del secondo mandato. Altre volte, quando cioè le forze politiche non hanno raggiunto accordi né al proprio interno né fra di loro – sono servite molte votazioni. Domani gli aggiornamenti sulla seconda votazione.

    Enrico Caccin

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