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    Covid in Veneto, Zaia fa il punto sulla situazione

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    COVID: ZAIA, “BOOSTER FUNZIONA, DA INIZIO GENNAIO IN VENETO -8% VACCINATI IN TERAPIA INTENSIVA”

    Venezia, 13 gennaio 2022 – “Facciamo 50mila vaccinazioni al giorno. La dose booster sta funzionando: siamo a 2.167.000 dosi e nelle terapie intensive nei primi 13 giorni di gennaio abbiamo avuto +41% di presenze di non vaccinati e -8% di non vaccinati”. Così si esprime e fornisce i dati sulla situazione Covid il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, nel corso della rassegna stampa sulla situazione Covid. “Se togliessimo i non vaccinati dalle terapie intensive il Veneto sarebbe ancora in zona bianca”, ha affermato.

    È NECESSARIO CONTARE COME CASI SOLO I SINTOMATICI “ED ELIMINARE I ‘COVID PER CASO’ DAL CONTEGGIO DEI RICOVERATI”

    Le Regioni, Veneto in testa, chiederanno che la definizione di caso di Covid venga cambiata (adeguandosi alle linee guida dell’Ecdc) in questo modo: definendo caso solo chi, oltre ad un tampone molecolare o antigenico positivo, presenti anche sintomi influenzali o malattia respiratoria. Così si esprime il presidente Luca Zaia, oggi in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale a Marghera: “L’Ecdc invita a classificare come caso solo i positivi con sintomi, questo cambia la storia del Covid. Al momento il dibattito in Italia, come in altri Paesi europei, è in corso, la perplessità è che se ci sono tanti positivi asintomatici il rischio è che questi infettino”, ma “a noi sembra che la quota dei sintomatici si stia abbassano molto e chiediamo di adottare le linee guida dell’Ecdc”. Anche perché, di fatto, è probabile che molti asintomatici siano comunque in giro, dato che “oggi ad esempio abbiamo 224.145 positivi individuati, ma non vuol dire che li abbiamo trovati tutti, anzi. L’incidenza di positivi sui tamponi effettuati è dell’11,7% e questo vuol dire che verosimilmente su cinque milioni di veneti i reali positivi sono almeno 500.000”.

    Un altro aspetto, su cui peraltro un eventuale cambiamento della definizione di caso inciderebbe, è quello relativo ai ricoveri ospedalieri. Oggi vengono infatti calcolati come pazienti Covid anche i pazienti che vengono ricoverati per altre ragioni e si scoprono poi positivi al momento del ricovero. “Il caso più frequente è quello della partoriente… Chiariamoci, non è che siamo pieni di pazienti di questo tipo, noi li chiamiamo ‘Covid per caso’. Ma oggi a Verona su 131 ricoveri circa 50 sono di questo tipo. Chiediamo che questa quota di pazienti, che non è vastissima ma pesa nel passaggio di area, venga depennata dalle statistiche”, spiega Zaia. Infine, c’è “il tema delle quarantene non retribuite, che è inquietante. “Non possiamo imporre la quarantena e non riconoscerla come malattia”, conclude il presidente del Veneto. “Capite che c’è il rischio che la gente che ha bisogno di lavorare neghi il contatto con il positivo”.

    VACCINI, ZAIA: “UN QUARTO BIMBI HA RICEVUTO SOMMINISTRAZIONE. NEL FINE SETTIMANA OPEN DAY ACCESSO DIRETTO RAGAZZI 5-11 ANNI”

    “In Veneto un quarto dei bambini nella fascia d’eta’ 5-11 anni, il 25,5%, è già stato vaccinato contro il Covid. Dovremmo essere una delle prime due regioni d’Italia” ha commentato Zaia, annunciando che proprio per i ragazzi in questa fascia d’età sarà riproposto l’open-day vaccinale, ad accesso diretto, anche sabato e domenica prossima.

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