mercoledì, 18 Maggio 2022

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    Elezioni a Padova: Peghin ufficializza la sua candidatura

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    Francesco Peghin, 57 anni, imprenditore, è ufficialmente il candidato scelto dal centrodestra per sfidare il sindaco uscente Sergio Giordani alle elezioni amministrative del 2022.

    Francesco Peghin

    Peghin, alla guida di Blowtherm, industria leader nel settore degli impianti di verniciatura, ma anche in air tech e riscaldamento, è stato presidente di Confindustria Padova e, fino a pochi mesi fa, del Musme, il Museo della Medicina, che ha contribuiti a rendere uno dei poli museali più importanti della città.

    L’ufficialità, attraverso una nota: “Mancano poco più di quattro mesi alla scadenza dell’attuale amministrazione comunale di Padova. La città, che chiede di ripartire dopo anni di problemi non risolti e difficoltà economiche e sociali generate dalla pandemia, ha ora un’alternativa concreta di governo completamente nuova. Domenica prenderà infatti avvio ufficialmente la campagna elettorale di Francesco Peghin per diventare il nuovo sindaco dei padovani che vogliono una città alla loro altezza e all’altezza del futuro che meritano tutti, a cominciare dai giovani. Sarà una partenza diversa e che si scoprirà nei prossimi giorni, quando Francesco Peghin racconterà le ragioni di questa scelta, nata per il bene di Padova e dei tanti padovani che lo hanno sollecitato in questi mesi a mettere la sua esperienza al servizio della città e del suo vero rilancio, a cominciare dai quartieri”.

    Quindi, alcune note personali: “Sono un papà, uno sportivo e un imprenditore. Sono nato il 19 luglio 1964 e vivo da sempre a Padova. Sono sposato con Alessia e papà di Giovanni, 23 anni, e Anna di 4. Ho frequentato il liceo scientifico e mi sono laureato in Economia aziendale all’Università Cà Foscari di Venezia. Mi sono trovato a dover crescere molto in fretta, perché a 17 anni appena compiuti ho perso mio padre in un incidente d’auto nel quale mi sono salvato per miracolo. Mio padre faceva l’imprenditore: aveva fondato Blowtherm nel 1956 e la sua improvvisa scomparsa poteva mettere a repentaglio anche la sopravvivenza dell’azienda stessa. Invece, con il supporto di collaboratori capaci e a ezionati alla nostra famiglia, non abbiamo voluto mollare e siamo riusciti a portare avanti Blowtherm in anni di crisi. Pochi anni dopo è mancata anche mia sorella Elisa, a poco più di 30 anni, ed io mi sono rimboccato le maniche prendendo le redini dell’azienda molto giovane”.

    “Blowtherm negli anni è cresciuta molto, arrivando ad essere leader mondiale nel mercato dei forni di verniciatura per autoveicoli. Oggi esporta in oltre 80 paesi nel mondo. Da innovatori nel nostro settore abbiamo conquistato, per primi in Italia, il mercato nord americano. Nel corso degli anni abbiamo ampliato il gruppo aziendale che dirigo allargandolo ad altri settori industriali e alla sanità ospedaliera. Oggi le mie aziende contano oltre 450 collaboratori diretti con l’orgoglio, in oltre 30 anni di attività, di non avere mai chiuso un bilancio in perdita, di avere una posizione nanziaria sana e di non aver mai dovuto ricorrere a riduzioni di personale. Nemmeno nei periodi più recessivi dell’economia. Nel 2007 sono stato eletto presidente di Confindustria Padova da oltre 1800 imprenditori. Per quattro anni ho avuto la responsabilità di rappresentare le imprese del
    territorio e le loro istanze con le istituzioni. Mi sono occupato anche di innovazione come presidente del Parco Scientico Tecnologico Galileo che, con la sua Scuola di Design, è anche un punto di riferimento per la formazione dei giovani. In seguito sono stato chiamato a presiedere la Fondazione Nord Est, un prestigioso centro studi economico-sociali che immagina gli scenari di sviluppo del nostro territorio in prospettiva internazionale. Ho avuto l’onore di ricoprire il ruolo di Presidente della Fondazione Musme dal 2015 allo scorso giugno, contribuendo a far diventare in pochi anni questo museo innovativo una delle maggiori eccellenze culturali della città”.

    E non dimentica l’amore per lo sport: “Fin da bambino lo sport è stato per me una costante: ne ho praticato più di uno a livello agonistico. Dal basket al tennis, alle arti marziali. Ma è stata la Vela a darmi le maggiorisoddisfazioni. Con “Per Elisa”, la piccola barca dedicata a mia sorella, dopo anni di tentativi, siamo riusciti a vincere il Campionato del Mondo di Vela nel 1995. Ascoltare l’Inno di Mameli guardando la barca che portava il nome di Elisa è stato come vincere per lei, rendere il suo ricordo ancora più indelebile. Oltre all’orgoglio di essere stati i primi nella storia a portare un titolo mondiale di Vela a Padova.
    Per me lo sport è una grande palestra di vita per i giovani: è sinonimo di impegno, sacrificio e determinazione per raggiungere degli obiettivi. Ma è anche condivisione e inclusione, rispetto per le regole e per gli altri. Valori che da sempre mi hanno guidato con la consapevolezza che, come dice anche Papa Francesco, “uno sportivo non può essere soltanto colui che eccelle nella propria disciplina: egli deve essere anche protagonista di vita”. E così da atleta sono diventato dirigente, organizzando manifestazioni sportive e sociali per poter trasmettere questi valori alle future generazioni. Ho portato a termine cinque maratone, iniziando da quella di New York, nel 2001, due mesi dopo l’attentato alle torri gemelle. Ricordo ancora il pubblico che nella polvere che infestava la città, accoglieva come eroi gli stranieri che, nonostante la paura, non rinunciavano a correre in memoria delle vittime dell’11 settembre. Cosa mi spingeva a correre le maratone? I primi 30/35 km sono allenamento e programmazione. Gli ultimi 7 sono solo forza mentale. Mentre corri gli ultimi chilometri il corpo ti supplica di fermarti perché hai esaurito l’energia, ma la mente ti spinge a resistere e superare i tuoi limiti. Quello del maratoneta lo de nirei un po’ come una parte del mio modo di essere”.

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