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Attacco hacker all’Ulss6: sequestrato il sito con i dati pubblicati

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Paolo Fortuna sull’attacco hacker all’Ulss6 Euganea: “La Procura della Repubblica di Venezia ha dato un segnale importante”

Padova, 20 gennaio 2022 – è stato sequestrato da parte della Procura distrettuale di Venezia il sito web contenente i dati diffusi dai pirati informatici, firmatisi lockbit 2.0, autori nelle scorse settimane dell’attacco hacker all’Ulss 6 Euganea. L’atto criminoso è riconducibile a un dominio uzbeko, prontamente inibito all’accesso di tutti gli Internet service provider italiani.
Dall’Ulss 6 un ringraziamento alle forze dell’ordine per il tempestivo intervento.

“La Procura della Repubblica di Venezia ha dato un segnale importante e per questo è doveroso ringraziarla a nome di tutti gli utenti. Il risultato è stato raggiunto in tempi celeri e questo ci fa ben sperare, a tutela dei cittadini padovani e della nostra Azienda sociosanitaria”. Esordisce così il direttore generale dell’Ulss 6 Euganea, Paolo Fortuna, commentando la notizia del sequestro da parte della Procura distrettuale di Venezia del sito web contenente i dati diffusi dai pirati informatici.

“Da parte nostra – riprende Fortuna – continueremo a dialogare costantemente con gli investigatori per arrivare alla piena risoluzione di questa amara vicenda che, insieme ai nostri utenti, ci ha visto vittime di un’azione tanto criminale quanto vile, ancorché inaspettata e imprevedibile”.

Il provvedimento dell’autorità giudiziaria ha reso i dati contenuti nel server non utilizzabili e divulgabili. Era proprio questa la minaccia che incombeva in questi giorni, la volontà di diffondere i dati, personali e sanitari, se non fosse stato pagato un riscatto. “La nostra ferma volontà è sempre stata quella di non dialogare in alcun modo con i criminali – sottolinea il dg dell’Ulss 6 Euganea – e la tempestività dell’operazione disposta dalla Procura e la sua concreta esecuzione da parte della Polizia dimostra che l’attenzione è sempre alta, sia nei confronti di chi ci ha attaccato che di tutti coloro che cercano di arrivare a quei dati per procurarci un danno. Solo acquisendo quelle informazioni si rischiano pene severe”.

“Non possiamo abbassare la guardia perché, in estrema trasparenza, al momento non sappiamo con certezza se i criminali siano in possesso di altre informazioni, il loro numero e tipologia  – chiosa Fortuna –  ma da parte nostra continueremo a garantire la massima assistenza ai nostri utenti”.

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